monthlymusic.it

BADBADNOTGOOD & Ghostface Killah – Sour Soul

Data di Uscita: 24/02/2015

Un breve ascolto, durante la lettura

BADBADNOTGOOD & Ghostface Killah - Sour Soul

Felpa nera con cappuccio largo che mi copre quasi interamente il viso, tirapugni in una tasca, coltello nell’altra, pantaloni ordinari, scarpe comode per l’eventuale fuga a gambe levate e il prezioso contenuto in una tasca che tengo appesa al collo, sotto la t-shirt.

Mi guardo intorno e ho paura di tutti: degli sbirri, delle gang e della gente comune. Devo attraversare questo maledetto quartiere per arrivare al luogo dello scambio e sento il cuore battere a mille sotto il velluto spesso. Non è la prima volta che faccio questa cosa, ma oggi è diverso, perché “la roba” è tutta mia.

Cammino piano per non attirare l’attenzione e raggiungo il luogo stabilito alle 11pm in punto. Il mio contatto è in ritardo e come un vero dilettante inizio a guardare l’orologio. Allora cerco di distrarmi, guardando una gru che in lontananza domina l’orizzonte.

Passano altri cinque minuti e decido che non è il caso di rischiare oltre. Faccio un passo e mi sento bussare alla schiena. Mi volto di scatto: è lui! Mi chiede se ce l’ho e io gli faccio la stessa domanda, annuiamo all’unisono e facciamo lo scambio, così come concordato.

La via del ritorno è sempre la più faticosa. Sento addosso un calore come se stessi andando a fuoco, cerco di tranquillizzarmi, di concentrarmi sul piacere che avrò da qui a pochi minuti. Cammino sul ghiaccio mentre sono in fiamme.

In lontananza vedo casa mia e tiro un sospiro di sollievo. Inconsciamente infilo una mano sotto la felpa per tastare il nuovo contenuto della mia sacca, quello per cui ho rischiato tutto. In quel preciso istante sento una voce che mi intima di alzare le mani, lentamente.

Non sono in grado di afferrare il coltello né il pugno di ferro per rompergli la faccia perché non ho le mani in tasca, mettercele adesso significherebbe provocare questo stronzo che mi minaccia alle spalle. Decido di seguire il suo consiglio, alzando lentamente le mani e voltandomi.

Cazzo è proprio un piedipiatti ed ha una pistola in mano. Mi chiede cosa ho sotto la felpa. Rispondo che non c’è nulla e che se vuole può controllare. Lui tira indietro il cane della rivoltella e mi dice di buttare immediatamente la roba a terra.

Decido di dargli retta ancora una volta. Mi sfilo la sacca dal collo e la adagio tra i miei piedi. Lo sbirro ha un sorriso a trentadue denti e mentre mi intima di fare un passo indietro sostiene di avermi fottuto, che è pronto a scommettere sul suo distintivo che quello è un mixtape!

All’udire di quella parola mi volto di scatto e inizio a correre, più forte che posso, ma quello prende la mira e mi centra alla schiena. Sono a terra, ancora vivo anche se non ho più sensibilità alle gambe. Intanto lui guadagna terreno su di me.

Inizio a sperare con tutto il cuore che almeno sia andata meglio all’altro tizio, quello che in tasca ha la mia di cassetta pirata: musica hip-hop sulla quale ho lavorato incessantemente per anni. Sto perdendo i sensi, ma sorrido perché almeno il mio testamento di libertà creativa è stato condiviso!

Maurizio Narciso

Comments are closed.