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Celestial Shore – Enter Ghost

Data di Uscita: 11/11/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Mi dispiace povero imbecille, ma devo rispiegarti la cosmogonia per la terza ed ultima volta: non hai ancora capito il concetto chiave.
All’inizio era la pistola, una Colt M1911, poi spuntò uno spirito infinito indefinito incontrollabile superiore supercosciente esterno interno folle lucido, e con un piano apparentemente casuale mirò a una piccola particella che non chiameremo bosone ma bozzone, dato che si trattava di una grande bozza dell’universo. Poteva certamente scrivere una storia più dettagliata, ma dal momento in cui per darle vita bisognava spararle, la storia non doveva essere troppo articolata.
Perciò il mondo è disarticolato violento cinico scatologico escatologico, per questo ogni creatura è una bestia selvaggia. Di tutte queste belve, la più immonda, ovvero l’uomo, decise di disegnare come era più consono alla sua natura, così nacquero i fauves, i pittori più sinceri mai esistiti.
Lo spirito sparatore ne fu commosso e si portò con sé uno dei più grandi: Henri Matisse. Insieme spararono a dei bozzetti, dai quali nacque il mondo contemporaneo, globale, pieno di carnevalesca imbecillità. Ma ovviamente ne furono delusi: non erano quelle le loro intenzioni. Così si ritirarono in una remota parte dell’universo in cui volteggiano pianeti in forma di uccelli, abitati solo dall’alata genia amata dal grande spirito e che pure Matisse cominciò ad amare.
Li raggiunsero pure Brâncuşi e Picasso, il quale pretese, con molta insistenza, la presenza di una donna. Lo spirito lo accontentò e così dall’accoppiamento tra Picasso e la migliore puttana di Pigalle nacque la popolazione dei mondi-uccelli. Brâncuşi progettò e costruì palazzi meravigliosi, con infinite colonne senza fine sulle quali amavano fare i nidi gli uccelli, e in questo modo fu venerato dalle cicogne, le quali gli portarono dalla Romania la più bella ragazza bionda della terra, con la quale, per la prima volta, lo scultore si sposò. I loro figli avviarono un nuovo popolo, più silenzioso, meditativo e sintetico di quello picassiano.
Una notte decisero tutti di ubriacarsi e ne venne fuori un delirio di mitra e bombe varie. Era l’anno 37373 ed una di quelle bombe, presa in bocca da una cicogna nera, venne fatta cadere sul pianeta terra, che scoppiò.
Amen.
La verità è che nutro un certo odio, attutito solo dalle suggestioni estetiche e dalle sinestesie che mi fanno camminare sul crepaccio della follia, in orizzontale, come un ragno che deve salire in cima per mangiare la sua mosca-dio. L’altra verità è che trovo patetici quei bisogni di riempire quello che è soltanto un grande vuoto, andate pure a vivere nel posto dove far sfogare la scimmietta adolescente della vostra anima, e ammazzate chi avete di più caro uno, due o tre giorni prima di tornare. Quando il grande spirito deciderà di spappolarvi il cranio e il suo contenuto grigiastro me ne starò coi vermi e i rospi, putrefatto, a godere dello spettacolo.
Eppure in un’altra vita, molto vicina, avrei voluto soltanto amarvi.

Con stimato delirio, Santo Odore del Muschio,
protettore delle radici, dei rospi, di chi odia le estati, di chi conosce il mondo senza andare oltre la propria finestra, dei puritani col forte senso dell’umorismo e degli accoglitori della nuova cosmogonia.
Andate con la pace di Gesù Cristo.
Io mi andrò a bucare lo stomaco col whiskey, raccontando a tutti la storia straordinaria di Dio sparatore e di Matisse belva-amata-dall’Autentico.

Sia lode a ciò che non potrà mai essere conosciuto.

Marco Di Memmo

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