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Vladislav Delay – Visa

Data di Uscita: 10/11/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Nel mormorio d’una radio in lontananza, solo nel suono in fuga da una finestra e mezz’altezza m’arriva tua nuova, il tuo nome chiaro e distinto accende qualcosa, affrettato giungo più vicino per meglio sentire. Casuale, conferma che il caso non esiste. Libero, prosciolto, il fatto non sussiste. E nel groviglio mnemonico dei perché la mia faccia è sempre appesa un nodo viene meno, scivola sugli occhi che s’appannano senza secernere lacrime, si trattiene poco per poco. Ero in dirittura d’arrivo, la casa a pochi isolati calda e placida attende il ritorno ma, diamine, c’è da festeggiare. Inversione a U, punta al marasma dei nottambuli, fra i diavoli a fare festa. Cerca chi sa di te ma non degli sviluppi nella folla e offrigli da bere ed un sorriso, ambasciatore non porta pene ma quando la novella è lieta è compagno di sbronze. Offri i giri, fattene offrire e perdi il conto. Brinda alla libertà, mai troppa, irrinunciabile. Certo che ce ne è voluta però, il resto del tempo, quello che hai scontato da innocente è speso e perso. Come funziona per quello, come te lo restituiscono, un “ci dispiace” informale dell’Istituzione e nulla più. Magari dovresti chiedere un bonus, che crimine posso commettere a fronte della pena già scontata. Quanto valgono sei mesi in termini di crimine perseguibile? Puoi rubare un’automobile? Tirare un ceffone a un parcheggiatore messo lì dal comune perché ti va? E nonostante questo, l’intestimoniabilità alla quale sei stato costretto in sei mesi, tornerà? No, non di certo. Però va bene, nonostante tutto va bene. Un brutto sogno durato un sacco, condiviso con altri intrappolati nell’incubo. Ci berrò su, alla tua salute, e domani al risveglio sarò nel mio appartamento, tu nel tuo. Non in una cella. Ci berremo su, perché fra i diavoli e i nottambuli il tuo nome girava accompagnato da complimenti e apprensioni. Saperti di nuovo fra i vivi è cosa gradita e motivo di festa, licenzioso alcolismo migliore del solito bere per bere. Nell’ultimo locale prima della resa al sonno la bassline del pezzo sparato in cassa diventa fisica, accarezza lo stomaco e un brontolio artificiale solletica salendo fin sul diaframma. Accendo una sigaretta uscendo e sbiascicati i saluti di convenienza zigzago insicuro alla volta del letto.

Alfonso Errico

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