monthlymusic.it

Andy Stott – Faith in Strangers

Data di Uscita: 17/11/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

La fissavo intensamente, sperando di incrociare il suo sguardo. Mi aveva notato, ne ero certo, ma continuava a guardare altrove. Sentivo la testa ribollire, quel rifiuto non riuscivo proprio ad accettarlo.

Ero invisibile per lei.

Il bar era al quarto piano di uno stabile tra la terza Avenue e la seconda Street: un quartiere signorile, ad un passo dal centro economico della città. Ero circondato da uomini d’affare, ingessati nei loro completi scuri, con i loro visi abbronzati sopra cravatte che costano più della mia utilitaria. E poi c’era lei, inscrutabile creatura, per la quale indossavo il mio sorriso migliore.

Erano giorni che non lavoravo, puntuale alle nove di ogni mattina ero in quel caffè, in cerca della sua attenzione. Successe allora, come una folgorazione, ebbi la sensazione che mi stesse finalmente guardando! Allora sbirciai in modo distratto fuori dal giornale e fui investito da un gelo totale: riuscivo a riflettermi nei suoi occhi ma la sua espressione era rimasta immutata, era incolore, a dimostrazione della mia inesistenza su questa terra.

Interruppi il rito per due giorni e per due giorni non dormii. La mia vita normale non aveva più valore, era diventata senza senso. Vedevo quella sua inespressione ovunque, sulle persone che incrociavo per strada, indosso all’edicolante dell’angolo, sul mio venditore di hot-dog di fiducia, perfino i miei vicini di casa sfoggiavano quel disinteresse che mi faceva sudare freddo le mani e bruciare il viso.

La mia vita era finita ed è così che presi quella decisione irrevocabile.

L’indomani ero di nuovo in quel luogo dello spirito; salii fino al quarto piano e prima di entrare nel caffè feci un respiro profondo. Aprii la porta di schianto ed ebbi gli occhi di tutti addosso, di tutti tranne che di lei. Come una furia mi gettai sul suo corpo, afferrandola più stretta che potevo, la alzai di terra e, messa in spalle, corsi via, urtando contro tre bell’imbusti e poi schivando freneticamente le macchine per strada, fino ad arrivare al mio appartamento.

La adagiai vicino alla finestra, delicatamente. Sentivo di avere del sangue in bocca, forse nello sforzo mi ero morsicato un labbro. La vista era confusa eppure lei era lì, monumento davanti alla mia di finestra, finalmente, unicamente mia!

Maurizio Narciso

Comments are closed.