monthlymusic.it

James Vincent McMorrow @ Arci Biko, Milano (17/10/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Scrivi. Scrivi ogni volta che ritrovi questa sensazione.
E questa sensazione è figlia e sposa delle canzoni, delle canzoni che non si dimenticano di parlare.
E benché sia la loro natura a chiedere di continuare a parlare, è giusto rendere omaggio a chi sa evocarle.
Chiamasi cantautore, folk singer, songwriter, narratore, fate voi. Chi riesce a tenere insieme il tempo del racconto, della vita, della narrazione. E’ quella sensazione grazie alla quale all’ingresso in un locale ti ritrovi all’istante rapito dall’atmosfera che si può creare. Bastano solamente un cuore e una chitarra, e altri cuori pronti ad ascoltare, per evocarla. Per questo incipit meraviglioso bisogna ringraziare Fabrizio Cammarata e la sua chitarra. Le strade che si ritrovano ad incontrarsi, gli occhi delle persone nella sala, le immagini che si susseguono davanti a noi, storie che sono tesori che vengono da posti lontani in un istante così, improvvisamente, vicine. Stasera è anche una storia di isole e quindi anche di mare. Da Palermo all’Irlanda il passo è più breve se ci si mette in mezzo la musica. E dire che siamo stati addirittura anche nel cuore gospel degli Stati Uniti e nel Messico de la Llorona fino a poco fa. Non serve neanche avere un microfono a volte. Bastano un cuore e una chitarra. E saper essere cercatori di canzoni.

Un rosa soffuso rifrange sulle pareti bianche. Le ombre danzano veloci, poi si contorcono, si aspettano, arrivano altre. Sto arrivando anch’io. Then in the quiet it calls again. Ti son vicina, mi senti? Il ricordo di quelle ombre vivaci sollecita il bacino, movimento e ritmo, alto sì, ma non troppo. Hear, hear the noise that moves so soft and slow. Un sospiro lungo, il tuo viso di fronte. Negli intermezzi mi guardo attorno: sei davvero tu? Sono davvero io? Come se potessi trovare conferma, con un tocco, con uno sguardo. Ti vedo, uno scorcio, il ritmo fa ondeggiare i capelli della ragazza che mi è di fronte, così per un po’ scompari, poi torni, e scompari. Chiudo gli occhi. I wanna go south of the river, facing alone in the heart of the winter. I colori si raffreddano: blu, ghiaccio, bianco, celeste, ghiaccio, bianco. Sometimes my hands they don’t feel like my own, così ti afferro da lontano, abbraccio la tua presenza che non mi appartiene ma che mi scalda, a ringraziarti forse, ad avere certezze. Attraverso di te percepisco me. Le tue braccia si agitano, le tue mani tremano, così poi anche le mie, e l’aria si riscalda di un suono dolce, di una voce tagliente, siamo ora stretti vicini, abbassiamo la voce, a sussurrare che ci sono ci sei ci siamo. Cause nothing moves in the warm air. La stanza si rimpicciolisce e il ticchettio delle gocce d’acqua ci fa muovere avanti indietro avanti, con passi incerti. Siamo usciti allo scoperto? You took my hand out from the rain, mentre dici che è forse tutto troppo più grande di noi. Abbiamo sottratto ogni cosa, abbiamo corso nel vuoto per arrivare dove siamo, ma non son più sicura che tu sia ancora con me. There must be higher love / down in the heart and in the stars above. Abbassi d’improvviso lo sguardo e quasi mi spavento. Will you wait for me there until someone comes, me lo scrissi tempo fa, lo ricordi? Forse no, i tuoi occhi sono su di me, ma riescono solo a sfiorarmi, sono ormai lontani. Ti inchini e mi sussurri “You can stop your crying, I’m never coming back” / “It’s time I leave, it’s time I’m moving on”. Lasci dei fiori nel vaso, they’ll remember us forever, they’ll remember where we fell, lasci le tue spalle sul mio viso, il rumore dei tuoi passi un’impronta nel mio cuore.

[Will not come home.
Tepid and cold,
crawling lessons to the fold.
Trace it by line,
light in the ground
feeling the face to the sound.]

Ora non posso camminare, così inizio a correre, con le gambe che vibrano a ritmo del suo passo. Sudo freddo, ma non m’importa, ho quel suono nelle orecchie, quel cuore nel mio cuore, quella voce nella mia testa. Inciampo. E lui è lì. Si è fermato? E’ tornato? Mi fa delle domande, ma io capisco solo punti interrogativi. And I hope I’m still in love of course, just doesn’t listen. Cosa sta succedendo? Now, in the passed them again. E’ lui o non è lui? A tratti non sembra, pare quasi un altro lui, poi c’è sempre di nuovo quel qualcosa che. E’ lui, sì. Wash their hands and start to pray. Potresti accendere la luce? And I was (I was) in the dark. / I was (I was) in the dark, I was. La luce non arriva, siamo ancora nel buio, ma lui prende comunque le mie mani e mi aiuta ad alzarmi. Oh, if I were you, I’d have a little trust, dice. I was peaceful standing, I was open. Ero tranquilla tra le sue braccia. E forse ho sognato tutto quel che in realtà non è accaduto. Puoi parlare ancora? Non smettere, ti prego. Speak until the dust settles in the same specific place.

Silenzio. Pausa. Assenza.

Ritorno.

Now everything that’s ever gone before, is like a blur / and it’s all because of you.
Ti guardo e non mi par vero che tu sia qui. Che io sia qui.
E’ ormai sceso il buio, when the night starts
kiss me.

Please stay, for this fear it will not die. Please, stay.

Filippo Redaelli & Valentina Loreto

Comments are closed.