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Flying Lotus – You’re Dead!

Data di Uscita: 06/10/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Ho ricevuto stamane l’audiocassetta via posta. E’ incartata con un foglio bianco con su scritto in rosso “mission 5 of 19”. I caratteri sembrano scritti col sangue, altro modo per impressionare i partecipanti al gioco? Il sito internet dove ho acquistato questo oggetto risulta già chiuso, proprio come dicevano sul blog “You’re dead”, stesse modalità di adescamento.

Era solo una dimostrazione ai miei amici di non credere a certe notizie che si leggono su internet.

Ho strappato la carta e atteso un attimo prima di inserire la cassetta nel mio vecchio mangianastri. Ho le mani sudate e me ne vergogno. Tiro un respiro di sollievo allo squillo del telefono. Rispondo e sento un fruscio all’altro capo della cornetta, poi una voce camuffata che mi domanda se ho ricevuto la quinta missione; dico di si e sento riattaccare.

Era solo una dimostrazione ai miei amici di avere coraggio.

Ho paura ora. Passano minuti come ore e cerco di ritrovare le mie ragioni, l’idea che tutta questa storia sia solo una messinscena. Nessuno dei miei amici è a conoscenza dell’arrivo a casa della cassetta, non può essere stato uno di loro a fare la telefonata. Sanno solo della mia intenzione di voler partecipare a questa cosa, non posso tirarmi indietro proprio ora.

Era solo una dimostrazione per far valere la mia ragione su quella degli altri.

Schiaccio il tasto play e quella stessa voce dal tono metallico mi invita a recarmi entro ventiquattrore al vecchio mattatoio accanto la ferrovia dell’east side. Sarà solo uno scherzo di cattivo gusto, cerco di convincermene perlomeno. Non sono un pivello, posso dimostrare che questa cosa è solo un gioco, solo uno scherzo di pessimo giusto.

Era solo una dimostrazione a me stesso di poter superare ogni “prova”.

Le mani mi tremano e sudano ancora. Dopo il messaggio parte una musica, un gospel nero, appena sporcato di elettronica. E’ jazz moderno, una danza della vita, una danza della morte. Passo ore, almeno credo, a riavvolgere il nastro ed a farlo ripartire. Il brano, per quanto breve, non mi esce più dalla testa, come un mantra dal quale è impossibile sottrarsi.

Era solo una dimostrazione a me stesso di essere forte.

Esco di casa ed è notte, vado in garage a prendere l’auto e, per ogni evenienza, anche la chiave inglese più grande dalla cassetta degli attrezzi. Mentre guido non smetto di ascoltare il nastro, faccio attenzione a non andare fuoristrada durante le procedure di riavvolgimento. Ecco, ci siamo, vedo in lontananza il luogo stabilito dall’ignota voce metallica.

Era solo una dimostrazione di ottusa virilità.

Con il walkman in tasca e le cuffiette nelle orecchie attraverso lo stradone che porta a quell’industria dismessa. Non so se mi da più sicurezza la chiave inglese che stringo in mano oppure la musica che mi entra in testa. Mentre mi guardo intorno sento un rumore alle mie spalle, mi volto ma è troppo tardi, una siringa si infila calda nella giugulare e perdo i sensi all’istante.

Era solo una dimostrazione al mondo intero di essere uno stupido.

La vista è ancora sfocata, non so dove mi trovo, sarò la prossima attrazione di internet, l’ennesimo sciocco che è stato fregato dal “gioco che uccide”. Dovevo dare ascolto al mio istinto, buttare la cassetta nel tritarifiuti o perlomeno non raggiungere il luogo indicatomi in piena notte. D’improvviso mi accorgo di essere nel letto, il mio letto. Un’improvvisa eccitazione mi fa svegliare del tutto, faccio mente locale, è solo un sogno!

Era solo una dimostrazione.

Mi volto verso il comodino e con sommo sgomento trovo la cassetta, ancora imbustata. Faccio un balzo fuori dal letto per afferrarla. In testa è come se avessi ancora quel motivetto jazzato. Voglio aprire il pacchetto… D’un tratto una visione, di me legato su una sedia alla mercé di uno sconosciuto che brandisce un macete, sembro sorridente nonostante tutto, ho nelle orecchie quella musica inconfondibile.

Maurizio Narciso

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