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Spoon – They Want My Soul (Top Ten 2014)

Data di Uscita: 05/08/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Il satellite innamorato

Ti ricordi il nostro primo appuntamento?

Ero arrivato in anticipo ed ero così nervoso ed agitato ed ero così tremendamente sbagliato!
Non avevo fiori e non avevo risposte pronte, neppure il coraggio di tentar la sorte!
Indosso avevo vestiti di diversi colori, una tinta per ogni lettera che avresti voluto condividere. Mi mancava solo il giallo ocra, ma, sono sincero, avevo un guanto bagnato in quei pigmenti che sarà ormai arrivato al capolinea della linea 63. E se tu non mi avessi voluto credere, per diffidenza o per sfida, io te ne avrei parlato, e ti avrei raccontato di tutte le mani che l’avevano toccato per sbaglio, o stretto in amicizia, e di quelle volte in cui era stato baciato per amore. Ti avrei detto che mi era stato donato da un sultano allergico alla sabbia, dopo che avevo tolto dall’orecchio del suo destriero una mosca fastidiosa che non lo faceva dormire bene. O almeno questo è quello che mi disse il cammello.
Mi ero trovato un angolo dove aspettarti, su un muretto alto e stretto, scomodo, ma da lì potevo vedere tutte le strade che avresti potuto scegliere! I quattro percorsi scelti da tutti, pavimentati e sicuri… bastavano un paio di gambe o un paio di ruote per percorrerli. O una gamba e una ruota ora che ci penso. Ma quattro strade sono così poche per tutte le persone che ci camminano sopra! E per tutte le storie d’amore che hanno accarezzato i loro cuori! Gli uccelli sono ben più saggi, ed i loro movimenti li portavano a toccare tutte le invisibili particelle d’aria della piazza, in un’infinita danza di fantasia, e se tu fossi venuta sotto una forma minuta ed impiumata io sarei stato il primo a vederti, perché guardavo verso terra acqua e cielo!
Acqua… della stessa acqua erano bagnate le mie scarpe malmesse ed i miei pantaloni rammendati, perché quando dalla fontana che occupava la maggior parte della piazza erano comparsi degli zampilli di colore liquido io non ero riuscito a resistere e mi ci ero tuffato dentro calciandola e saltandoci insieme e baciando! Perchè l’acqua è trasparente in tutto il mondo, ma quella sera no, in quella piazza no, era felice per qualche motivo a me sconosciuto ed io ero felice insieme a lei.
Ti prego ti prego arriva presto… i muscoli delle braccia cominciano a farmi male! Prima… avevo visto due persone che parlavano, e tenevano le braccia incrociate sul cuore! Assurdo, lo so! È come provare a dire il tuo nome mentre sei imbavagliato. A tutti i miei appuntamenti, soprattutto ai primi, io tengo sempre le braccia spalancate, così! Esatto! Fatelo anche voi! Non è meglio? Come fate a dare sfogo ai vostri sentimenti, ad accettare i loro abbracci, il loro calore.

Sei arrivata in tempo per il tuo appuntamento… non ti sono mai piaciuti i luoghi comuni, la donna che deve farsi attendere. Sei comparsa all’improvviso dalle scale della metropolitana, mi sei passata di fianco in una nuvola di vaniglia dandomi un’occhiata un po’ stupita, ed hai raggiunto l’uomo sorridente che ti stava aspettando al tavolo migliore della piazza.
Quando incrociasti i suoi occhi ti dimenticasti di me in un istante, perché io non ero il tuo appuntamento, perché il mio appuntamento era con la vita e con la bellezza, perché ad un matto non è concesso il lusso di essere matto.
Perchè io sono un satellite innamorato, e giro e giro e giro, per tutta la vita, intorno alla mia anima gemella, senza avere mai l’opportunità, nemmeno per un attimo, di sfiorarla.

Filippo Righetto

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