monthlymusic.it

Alvvays – Alvvays

Data di Uscita: 22/07/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Una fresca e leggera folata di vento da trasformare in un istante perfetto.
Molly ha subito tentato di bloccare inutilmente la sua chioma, esplodendo improvvisamente in un bellissimo sorriso. I suoi denti bianchi e il rossetto rosso sulle labbra e alcune onde dell’Oceano a sovrastare le rocce della scogliera a lato della nostra nuova spiaggia. Il sole andava e veniva ma avevamo già deciso che quel pomeriggio sarebbe stato spensierato e di assoluto relax. Sabbia, mare, cielo azzurro, cielo annuvolato, turisti che girano intorno qua e là, bar pieni e bar vuoti, bibite con le cannucce, le solite palme, le solite piante, le ragazze della band che prendono il sole in maglietta e shorts di jeans per non scottarsi, i ragazzi della band che giocano a calcio in riva al mare. Kerri aveva una maglietta con su una bandiera francese, non so se c’entrasse il Quebec o qualche altra cosa. Una bambina francofona la indicò e sorrisero entrambe, suo fratello si aggiunse per qualche passaggio con i suoi pantaloncini di una squadra del campionato francese. Il sole andava e veniva ma non ci facevamo attenzione. A metà pomeriggio entravamo ed uscivamo dall’acqua senza sosta, un po’ ci riscaldavamo, un po’ nuotavamo, un po’ giocavamo ancora a calcio o a pallavolo tutti insieme, anche con le ragazze, sempre vicino all’acqua, in riva. Molly corse per prendere una schiacciata e le caddero gli occhiali da sole nel mare e si tuffò a riprenderli e non smise più di sorridere, tra la sorpresa e la soddisfazione per il recupero, e quando si rigirò verso di noi dopo averli rimessi, immediatamente ci tornò in mente una delle ultime gite a Toronto, una passeggiata per una via di negozi. Però nello stesso momento ci ricordammo anche del week end del nostro primo concerto a New York, una serata e delle giornate fantastiche, nonostante il viaggio difficile da organizzare. L’abbiamo anche immortalato in un video, quello sguardo caratteristico di Molly, con tanto di sorriso mentre si volta di lato verso di noi. Sempre con i suoi Wayfarer s’intende. Quando suoniamo li appoggia spesso su un amplificatore, quasi a voler tenere vicino a sé un oggetto che significa “punti di forza” nel suo vocabolario, raggiungibile grazie ad un solo sguardo anche nel mezzo di una canzone. I ragazzi erano andati a prendere delle bibite per tutti, le appoggiarono su una delle sedie che ci eravamo portati dietro e tutti ci sedemmo intorno ai nostri asciugamani a guardare il mare e a bere qualcosa di fresco. Hey hey, marry me Archie. Hey hey, marry me Archie. E subito ripartirono le risate. La stiamo cantando dappertutto, sembra che sia la canzone con cui stiamo finalmente riuscendo a farci conoscere a tantissima gente nuova in tantissime parti del mondo in cui non siamo ancora stati. E intanto ci fa ancora ridere di gusto, e allo stesso tempo ne siamo enormemente fieri. E’ fantastico. Tante persone che stanno ascoltando in cuffia o su vinile o chissà dove tutte le parole e le chitarre e le melodie del nostro disco, tante storie che partono dal nostro piccolo Canada. Piccolo a ben dire, perché Toronto per noi è sempre stata solo un traguardo, uno spazio in cui abbiamo conquistato risultati centimetro dopo centimetro. Ci pensate a quanto sembreranno lontane le nostre isole, che ne so, dal cuore dell’Europa? Sarà fantastico suonare là. Tanti giustamente dicono che il nostro suono è perfetto per l’estate, e non a caso Alvvays è stato fatto uscire a luglio. Siamo così orgogliosi che molti ci stanno ringraziando per avergli regalato il disco perfetto per la loro estate! Non riusciamo quasi a crederci. Ci conosciamo da così tanto tempo e finalmente siamo arrivati ad un punto di svolta del nostro ritrovarci a casa di qualcuno e provare a scrivere una bella canzone. A volte tutto si allinea meravigliosamente e tu sei lì e dici – ok, cosa faccio ora? E non ti resta che afferrarlo quell’istante e metterci tutto te stesso, e quello che hai sempre voluto essere. Le cose cambiano, e cambieranno ancora eh. Noi cerchiamo di vivere solo il presente. Ci basta che tutto sia leggero. Quest’inverno tra un concerto e l’altro sarebbe bello stupire una persona dopo l’altra facendogli capire come la nostra musica può adattarsi alla grande a tutte le stagioni. E poi Molly scrive in un modo tutto suo, e lo fa con grande talento. Quella volontà di sorridere ed essere forti con grazia e aggirare le eventuali difficoltà e sorridere ancora si sente e si sentirà sempre meglio. Kerri si alza e sparisce per qualche minuto. Noi stiamo in silenzio un secondo e subito dopo Molly e Alec ci raccontano di un’intervista che hanno fatto qualche giorno prima con un giornale di Toronto in un ristorante molto bello. Il sole non vuole tramontare, potrebbe starci un altro bagno in mare adesso. Ecco Kerri che torna, e con la sua tastiera tra le braccia. C’è meno gente in spiaggia ora, possiamo suonare qualcosa aspettando il tramonto. Magari Red Planet, per aggiungere un tappeto elettronico al sole rosso che si tuffa nell’Oceano, o anche Next of Kin per ricordarci del Canada e suonare un ritornello spensierato, o ancora Adult Diversion per ricordarci del video che abbiamo girato sempre tra passeggiate, cieli, occhiali da sole e giacche di pelle. E Ones Who Love You? Va benissimo per quest’ora del giorno! The Agency Group per la melodia che ci piace tanto e che non vediamo l’ora di suonare dal vivo, Party Police per ridere raccontando storie di noia, di bravate e di casa. E poi rimettersi in viaggio, vedere il mare scorrere dal finestrino, abbracciarci, andare in tour, vivere al meglio tutto questo. Atop a Cake. Oppure semplicemente aggiungere qualche accordo al nostro pomeriggio spensierato e alle leggere folate di vento. La casa con i mattoni rossi che vorremmo comprare in città, i posti in cui abbiamo suonato e dove andremo a suonare, le recensioni, le canzoni scartate in passato, i nostri lavori ancora da gestire, la Nuova Scozia, l’Isola del Principe Edward (i posti da dove veniamo), le sessioni di live in radio, le magliette a righe, le polaroid fuori dai locali a fine concerto, le notti lunghissime da vivere e rivivere ancora a passeggiare tra le luci delle bancarelle e il rumore del mare o di un gruppo che sta suonando poco più in là. Uno dei ragazzi sta scrivendo qualcosa sulla sabbia. “Magari servirà per un nuovo video. Magari lo prepariamo per Dicembre per quando farà freddo”. Vedo due V tracciate dal bastoncino di legno con cui sta scrivendo. Molly gli dice che la sua idea della bandiera e della nave per l’ultimo video resterà ancora per un po’ la migliore. Però il prossimo video sarà figo lo stesso. Su questo siamo tutti d’accordo. Alvvays. Kerri si sdraia con la sua tastiera a fianco, Molly sorride e si sistema la sua chioma biondissima, i ragazzi fotografano la scritta in riva al mare. Polaroid di questo racconto corale di questo gruppo che andrà molto lontano. I ragazzi ricominciano a giocare a calcio parlando di chitarre, le ragazze a parlare d’estate, occhiali da sole e a canticchiare le loro canzoni.

Filippo Redaelli

Comments are closed.