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Geotic – Morning Shore (Eon Isle)

Data di Uscita: 14/07/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Summer Vacation in Malibu.

L’asinello democratico vince spesso e volentieri qui. Tra Charles Bukowski e Richard Gere c’è un mondo intero da vivisezionare, una vita e mezza almeno da perdere probabilmente invano.
Passare un’estate in questo lembo di terra californiana può essere snervante, ti devi destreggiare tra innumerevoli svaghi e possibilità. L’ossessione e il sogno americano esplode in molte forme, infinite strade a senso unico che per magia si aprono. Surfisti, puoi passare interi pomeriggi ad osservare le loro acrobazie. La grande onda non arriverà ma loro sono lì, imperterriti e liberi. Con la loro barba bagnata dall’acqua, i fisici scolpiti, le tavole da surf colorate e rifinite come e più dei tatuaggi che ci piace sfoggiare seduti sulla sabbia. E poi gli stabilimenti balneari e i tanti turisti con le macchine fotografiche professionali, sempre attenti a scorgere una qualche celebrità. Costantemente con un occhio rivolto all’acqua e uno di traverso ad intercettare i movimenti nella mega villa più vicina. Vere e proprie icone, film su film a riportare questi luoghi così pieni di manie, mode e tormenti.

Puoi comunque restare in mezzo al flusso anche rifugiandoti negli spazi più intimi e sperduti. Le luci della giornata e della notte hanno un’unica patina gialla. Chi la vede dorata, chi la vede malata: entrambi le personalità si trovano d’accordo sull’unicità così ben costruita. Gli spazi alternativi non mancano, le insenature nascoste e gli ombrelloni solitari che si perdono in lunghi baci con la speranza di non essere visti. Lo sdraio condiviso e i lunghi baci che invece hanno la speranza di essere visti. Le lingue e le mani che si intrecciano in un bozzetto onirico ma piuttosto erotico.
La chitarra può essere liberamente trasportata in ogni spazio, l’elettronica di sempre lascia il posto ad un tipo diverso di loop. Tutto è rifinito, definitivo ma fragile. L’apertura e la semplicità lasciano ampi margini di manovra. Davanti ad una forma canzone ambient molto particolare, non si superano i quattro minuti e non si scende sotto i tre minuti, la copertura mentale dei suoni è libera.
Dalla colazione alle prime luci dell’alba ed il risveglio con i rumori degli animali, come faranno ad esserci davvero animali dirà l’ecologista folle. Lo sfrigolio del bacon, la glassa di grasso che cola e riempie lentamente la padella; l’uovo ed il contorno di fette biscottate integrali raccolte in uno strano negozio biologico in Europa. Il succo di frutta, strani dolcetti, come faranno davvero a mangiare quella roba dirà il salutista folle. La leggera foschia vista durante gli ultimi tour nel Nord è solo immaginata sulle colline che circondano le spiagge; tutto è fin da subito luminoso e nelle prime ore ancora quieto. È il momento ideale per lunghe pedalate sulle strade tortuose, attenti a non disturbare improbabili signori che fanno jogging in modo meccanico, con la compostezza di chi ha un piano atletico prestabilito. Chi invece è fuori dalla notte appena trascorsa, riverso su un giardino a caso con gli occhi che girano da ore. La melodia si dilata dal giro di chitarra singolo per schiudersi definitivamente in un infinito ritorno al punto di partenza. Wake With the Day, Early Drive to a Private Lagoon.
Puoi raggiungere la spiaggia e l’acqua azzurra si perde a vista d’occhio. Leggere un libro, nuotare, chiedere di eventuali avvistamenti di squali, fissare i bagnini, bere imbevibili beveroni energetici e farsi spalmare una crema solare a bassissima protezione giusto per il piacere del massaggio. Più debole ma comunque chiaro arriva il suono della solita chitarra, quasi a volersi tenere a debita distanza prima di riavvicinarsi gioioso ed impacciato come il neonato che cerca di camminare sulla sabbia. La mamma impegnata a sistemarsi un tanga invisibile, il padre che spia la situazione fingendo di leggere un quotidiano a caso. Solo successivamente leggerà con attenzione Sports Illustrated mentre la giovane moglie sarà impegnata nel difficile tentativo di mettere creme su creme sul figlio per non farlo scottare. Il bebè che nell’analizzare un nuovo mondo dorato porta nell’ambiente circostante una dose inaspettate di tenerezza e circospezione. Swim Twice, In So Little Clothing.
C’è anche la fissità del single apatico, quello che non ha voglia ma che dopo qualche primo momento di crisi si perde nei meandri della spiaggia. I colori che mutano con la posizione del sole, i riflessi delle nuvole che ricordano la panna montana delle torte nunziali dei ricchi. Nuotate al largo, felicità del naufragare lontani e consapevolezza dello star bene staccando dal mondo intero. Happy With So Little to Do.
Dodici quadretti ambient di lusso, quello semplice e un po’ campagnolo. Senza l’ebbrezza dell’eccesso ma con la certezza di aver raggiunto un equilibrio gioioso, almeno per qualche giornata. Andare incontro ad una stagione con una riflessione spensierata, una serie di giri di chitarra ad hoc. Un continuo pensare e ripensare che c’è un lusso facile da raggiungere, basta davvero poco. Una chitarra e poco altro.

Alessandro Ferri

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