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Kelis – FOOD

Data di Uscita: 21/04/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Lo scambio di valigette

Nei film sembra fottutamente semplice!

Non so cosa diavolo ci sia di così importante in quella ventiquattrore ma mi hanno riempita di soldi per un lavoretto “veloce”, almeno è così lo hanno chiamato.

Sono chiusa nel bagno di un aeroporto con indosso un vestito da hostess due taglie più piccole, perlomeno fisseranno la ma scollatura anziché il mio volto. Mi hanno assicurato che una delle assistenti di volo avrà un improvviso malore in aeroporto, un attimo prima di salire a bordo, ed è allora che con gli altoparlanti avvertiranno i sevizi in staff di dover effettuare un cambio di personale. Dovrò dirigermi al gate 43 presentando un grande sorriso ed i documenti che mi hanno “consigliato vivamente” di non perdere. A bordo ci sarà un signore distinto con una valigetta, dello stesso tipo che è nella mia borsa; a questo punto avrete capito anche voi che il mio compito è quello di inventarmi qualcosa e di effettuare lo scambio. La cosa più facile del mondo, soldi facili per un lavoretto veloce.

Cazzo, l’orario stabilito è passato da venti minuti…

Avviso urgente per i Servizi in Staff, Hostess al Gate 43, ripeto Hostess al Gate 43, è un codice H.

E’ il momento! Mi precipito fuori del bagno e cerco di assumere un’espressione professionale; su questi tacchi sembra che ci sia nata, sarà un gioco da ragazzi. Arrivo al gate con tutti gli occhi puntati addosso, il pavimento in marmo riflette la mia biancheria rosa, a contrasto con la mia carnagione scura, mi presento mostrando i documenti falsi ed i miei denti splendenti. Sono sull’aereo, un attimo prima del decollo.

Mi hanno istruita a dovere e prendo posto nella cabina antistante quella del comandante in attesa della stabilizzazione del velivolo. Lascio la mia borsa nell’apposito scomparto e infilo la replica della ventiquattrore sotto il carrello delle vivande. Dopo dieci minuti, insieme al collega, iniziamo a servire i clienti di coda.

Caffè; snack dolce; bibita gassata e snack dolce; salatini e aranciata; caffè; caffè ed un bicchier d’acqua; tramezzino e bibita gassata; caffè… ed ecco che ci siamo, a due file da me ci sono due posti occupati da un uomo di mezza età e da una ventiquattrore! Dico al collega che sono terminate le bibite gassate e mentre lui va a recuperarle sono accanto all’uomo X che, composto, mi chiede un caffè. Passandoglielo me lo faccio sfuggire di mano versandoglielo sulla giacca e nel colletto, il suo sobbalzare mi fa intendere di avergli ustionato anche il collo; chiedo scusa e mi propongo di accompagnarlo in bagno. Lui rifiuta ma lo seguo lo stesso, considerando che nel frattempo è tornato il belloccio con le bibite di riserva.

Estraggo dalla tasca un deodorante stick e tiro via la pellicola con l’accurata descrizione degli ingredienti per spacciarlo per uno smacchiatore universale e, preso un nuovo rifiuto dal signore, mi accorgo che ha la valigetta legata ad un braccio con delle cazzo di manette. Di scatto mi chiudo nel bagno con lui assestandogli un colpo improvviso, quanto preciso, sulla carotide: cade a terra svenuto.

Esco e lo chiudo dentro mentre recupero la mia borsa che nasconde un coltellaccio con il quale potrei riuscire a forzare le manette oppure… a tagliargli l’arto grigio e sottile. Inizio a destare l’attenzione del collega, ma non mi importa, mi richiudo nel bagno con il vecchietto in terra facendo l’occhiolino allo Stewart. Prima di procedere decido di aprire quella maledettissima ventiquattrore per scoprire finalmente cosa ci sia dentro. Non si apre, allora faccio leva con la lama, in modo sempre più insistente, fino a quando sento un click…

L’esplosione fu devastante, illuminò il cielo, strappando l’aereo in due; ma questo potete saperlo solo voi che state guardando dalle vostre fottute poltrone di casa, di me non rimane altro che un frullato sparso tra i 9.000 e i 12.000 metri di altezza!

The end

Maurizio Narciso

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