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Have a Nice Life – The Unnatural World

Data di Uscita: 04/02/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Depressione.
Significa vedere i sorrisi lontani delle persone durante una Domenica di Maggio.
Percepire che c’è qualcosa…
Che sfugge…
Sia esso calore o debolezza.
Sentirsi dall’altra parte, nel punto esatto dove tutte le ombre degli alberi si intersecano, ciascuna proiettata da una pallida e fredda sorgente luminosa in cima ad ogni abete, una per ogni insoddisfazione di una vita senza riposo.
Vedere tutto questo, e non avere voglia di tendere la mano.

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Giocare ogni giorno con una lametta nella speranza che sia lei a prendere la decisione.

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Alzare gli occhi al cielo dopo aver dimenticato l’odore di una giornata con le nuvole cariche di pioggia. Passarsi una mano sui capelli bagnati, con l’acqua fredda che scende lungo la colonna vertebrale, senza rimpiangere un’emozione in grado di curare tutto questo.

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Rincorrere la scelta del meno peggio.
Accontentarsi della disillusione.
Immaginarsi di poter immaginare una realtà che sostituisca il vuoto.
It isn’t real, but it feels real.
It isn’t real, but it feels real.

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Abbandonare la testa sul sedile della macchina, guardando con occhi appannati le luci rosse al di là del vetro.
Sperare, in un segno, in un augurio solenne, puro, sacro.
Attendere l’arrivo di qualcuno che dica cosa fare, come fare…
Che…
Come un mendicante che bussa al finestrino, e riceve in cambio uno sbuffo di fumo da una signora di mezza età, che spira tra due labbra che non hanno mai pronunciato la parola compassione.

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No matter how much I write, you’ll never read a single line.

Filippo Righetto

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