monthlymusic.it

Tinariwen – Emmaar

Data di Uscita: 11/02/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

Blue note

Siamo solo noi tre, nel nulla.

John Lee Hooker e Jerry Garcia mi fissano, in silenzio. Accanto a me un badile luccicante, un invito a scavare forse?

Gli occhi si abituano all’oscurità della notte, siamo in pieno deserto, circondati da arbusti scheletrici a perdita d’occhio; in lontananza intravedo una Cadillac, forse è così che siamo venuti fin qui.

Immobile, osservo le figure dei due uomini che ho di fronte, impassibili indagatori della mia anima. Il vento si alza e porta con se una polvere sottile che mi investe come un velo.

Prendo l’unica decisione sensata e comincio a scavare. La terra è aspra e dura, ma sembra non esserci altra scelta. Dopo chissà quante ore chino nella cenere raggiungo una profondità ragguardevole. Le mani che mordono la vanga sono gonfie ed il loro rossore sembra luminescente. Dalla mia fronte aggrottata scende una lacrima salata che tocca terra nell’istante esatto dello schianto della pala contro uno scrigno.

Urlo verso la superficie di aver trovato qualcosa. Mi viene in soccorso una scaletta, con la quale risalgo la buca. Nella mano destra stringo l’ingombrante cassa.

Appena in superficie respiro a pieni polmoni la fredda brezza notturna, mi viene data una coperta ed una borraccia. L’auto americana è ad un passo da me e tutt’intorno inizia ad albeggiare.

Uno dei due uomini mi indica un punto all’orizzonte mentre l’altro apre il baule ed estrae una chitarra color dei lapislazzuli, che accorda con perizia. Lo strumento viene assicurato sulla sella di un cavallo che fino ad allora non avevo notato perché nero come la notte. Monto sull’animale e mi dirigo con velocità verso il punto indicatomi, ci sarà davvero qualcosa laggiù?

Il cavallo è fiacco e la sua corsa è diventata una passeggiata ondeggiante; non resisto alla tentazione ed inizio a strimpellare una vecchia ballata tuareg con lo splendido strumento donatomi. E’ allora che appare un piccolo ranch dove riconosco i miei compagni, che stanno sellando diversi cavalli per venirmi incontro.

Quella melodia malinconica nella testa, così dolce, dal sapore di oppio e polvere di stelle, è l’ultima cosa che ricordo prima del mio schianto a terra.

Maurizio Narciso

Comments are closed.