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Xiu Xiu – Angel Guts: Red Classroom

Data di Uscita: 04/02/2014

Un breve ascolto, durante la lettura

“Sweet heart cut up face
that I would have died any number of times for
beat down and beat down
so peculiar so beloved”

Angela si era da poco trasferita a Los Angeles ma nel giro di pochi mesi l’incapacità nel portare avanti i propri studi divenne cronica. La sociologia era vista come una scienza totalmente inutile da Angela dopo un fatuo innamoramento grazie al primo ragazzo, una specie di sociologo rivoluzionario in erba, portato a casa esclusivamente per fare un dispiacere alla famiglia. I genitori, religiosi messicani entrati due generazioni fa in America, la spedirono come un pacco postale in quella città proprio per il suo nome. Angela – Los Angeles, ovviamente è stato tutto inutile perché gli interessi della ragazza erano altri.
Il suo obiettivo primario era sperimentare in tutto e per tutto l’ebbrezza della doppia penetrazione, il dolore e il piacere del sesso in un approccio multiplo e ripetuto. Nel suo paesello natale in periferia i ragazzi erano tutti arruolati dalla chiesa locale e quindi poco avvezzi alla sperimentazione. La mancanza di materia prima venne così colmata da un’ampia gamma di strumenti sessuali di varie dimensioni, nascosti nella propria cameretta sotto una quantità infinita di mutandine colorate. Il suicidio del padre e del fratello, anche questo doppio, fece precipitare ulteriormente il quadro e il tentativo di scoparsi l’attonito parroco locale portò al trasloco forzato di Angela.
La svolta fu l’amicizia con il vicino di casa, un omosessuale giapponese appassionato di porno e sintetizzatori. Era l’unico che la capiva e così quando Keisuke azionò il pulsante interiore di Angela, la caduta nel vortice sessuale fu naturale. La stanza degli ospiti dell’uomo divenne il luogo delle sperimentazioni, degli incontri, delle orge e dei suoi tentativi di comporre melodie atone con le macchine sintetiche. Nessun tipo di riscaldamento ma tanta promiscuità, dolore, droghe per non sentire il dolore e sporcizia; questi ingredienti completavano il quadretto perfetto per le creazioni dell’uomo, con l’aiuto della drum machine. Angela era la musa, il pezzo fondamentale dell’ambiente e l’oggetto della perversione di sempre più persone, attratte dalla sua inesauribile voglia di essere penetrata a fondo. Veniva pagata bene Angela e i soldi che non venivano usati per la droga erano diretti alla madre. In pochi rari casi, alla fine di quello che era ormai diventato il lavoro, Keisuke le dava il permesso di maneggiare i sintetizzatori, prendendo il posto della donna nelle braccia del cliente di turno. L’inverno più freddo degli ultimi decenni rendeva tutto più difficile, una qualche forma di riscaldamento sarebbe stata necessaria ma Keisuke imperterrito asseriva che una modificazione ambientale avrebbe mandato in frantumi il suo fragile talento. La distruzione di tutte le sue chitarre per via di un incendio improvviso lo aveva fatto andare su tutte le furie e lo stato nervoso del periodo confluì in un lavoro mortifero, glaciale e analogico. Gli occhi di Angela con il tempo diventarono privi d’espressione, vitrei e senza più malizia. La morte arrivò così senza avvisaglie particolari, i due non parlavano più tra loro. Angela fu ritrovata da Keisuke penzolante, impiccata nel bagno con una cintura nera.
La madre all’oscuro di tutto in qualche modo capì della morte della figlia e in giornata raggiunse Los Angeles. In qualche modo Keisuke sentì la preoccupazione della madre di Angela e si fece trovare davanti alla porta di casa. Nessuna parola e nel giardino sul retro dell’abitazione l’unico conoscente di Angela inscenò un funerale, dedicando il suo lavoro alla ragazza. Delle campane campionate furono lo sfondo di un delirio straziante in cui la voce si perdeva nella cacofonia analogia dura e pura. El Naco. Il tono forte che fornisce una serie di bozzetti desolanti e sentiti per ricordare Angela, tra i sintetizzatori industriali a ricreare una qualche melodia nascosta e disturbante. The Silver Platter. Un groove trascinante, ritmato e caldo, totalmente fuori contesto, intendeva richiamare le esperienze più felici di Angela. Le sperimentazioni più riuscite, le penetrazioni più dolorose e soddisfacenti di tutte, che i luoghi comuni hanno fondi di verità. Black Dick. Il ritornare in confini adatti all’addio segnato da una distesa scarna di vibranti battiti, la voce monotona e la consapevolezza totale di essere nuovamente abbandonato. Aggrappandosi ad una certa new wave rivisitata e fatta propria da almeno un ventennio di perversioni. New Life Immigration. Archie’s Fades. Il tracollo nervoso finale, graffiante fino a rimanere senza unghie. Cinthya’s Unisex. Il ritorno della madre a casa con il corpo della figlia morta, il ricordo di Keisuke rivolte alle donne precedentemente morte in una specie di purificazione e di rimozione del dramma. Il synth ed il dolore innalzato ad un livello di perfezione totale. Botanica de Los Angeles.

Alessandro Ferri

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