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Egyptrixx – A/B til Infinity

Data di Uscita: 15/11/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Affacciarsi sull’inverno vuol dire aspettare le festività, le grandi code nei centri commerciali e la necessità di trovare regali in grado di colmare le aspettative. Attendere la neve e sperare che cada copiosa dal cielo, che scenda a coprire la superficie tutta per riuscire a dare una nuova luce anche in mancanza di sole. L’impossibilità ad usare la macchina così da restare bloccati e chiusi in casa a guardare film astrusi di fantascienza, quelli di serie z con effetti splatter assurdi e mostri dai tratti irricevibili per l’occhio umano, pur adattato a qualsiasi scempiaggine visiva. Annullare svariate necessità è molto difficile e questo stato d’immobilità potrebbe creare nervosismi isterici e spropositati disturbi dell’umore, questo stato stava affascinando da tempo David. La difficoltà nel districarsi da questi pensieri era in un certo senso piacevole, e le letture di imprese spaziali lontane allontanavano sempre più la percezione del presente stretto. Gli aspetti più morbosi della storia intorno alla conquista dello spazio, l’inclinazione della bandiera sulla luna, la guerra fredda e la corsa verso la libertà, l’interesse per la potenze delle radiazioni nucleari e la libidine garantita dalle pratiche sadomaso. Questo immenso universo di prospettive si poneva come un grande collage fotografico nel suo cervello. Un’immagine pulsante, un corpo in costante espansione riprodotto sul muro bianco di fronte all’immenso divano rinascimentale; l’ansia trasformata in lieve assuefazione allo stallo massimo.
L’aveva progettato e si sarebbe dovuto mettere ben presto al lavoro per realizzare compiutamente la road map, creare la vigilia perfetta. Nello spiazzo di terra dietro casa sua, dove in passato aveva fatto crescere un giardino inglese degno di un’appartenente della Royal Family, era stata allestita una piccola capanna di metallo. In un panorama innevato si sarebbe tenuta la prima proiezione del suo nuovo lavoro, un progetto fatto di musica ed immagini che avrebbero dovuto prendere vita sulla parete metallica della capanna. Forme decisamente inusuali avrebbero riempito le festività degli amici invitati, ormai però aveva deciso di uscire dallo stallo rimanendone in un certo senso invischiato.
Gli scarponi ben piantati nella neve e ricoperti per almeno trenta centimetri, le gambe infreddolite e quasi impossibilitate a muoversi, David non aveva predisposto alcuna sedia per il suo pubblico. Come pupazzi di neve piuttosto simili a spaventapasseri personaggi improbabili avevano raggiunto l’abitazione per assistere alla spettacolo. La coppia dark di nero vestita, con multiformi orecchini argentati e creste maestose risaltavano ancora di più nel candore di quel paesaggio innevato; i nerd occhialuti e barbuti con la pelle scolorita dalle sessioni infinite davanti ai pc; i referenti della Night Slugs con le felpe ricoperte dalle classiche figure digitali, ambigue e richiamanti ad un mondo multidimensionale all’infinito. A contorno quattro bionde scheletriche in battaglia per conquistare il cuore di David, troppo simili una all’altra per riuscire a distinguere qualcosa e dunque tagliate fuori per la mancanza di fantasia.
Dei bancali di legno erano la superficie d’appoggio per la strumentazione impiegata nella proiezione. Lenti, macchine digitali e non, sequencer e sintetizzatori della peggior specie. La colonna sonora parte richiamando l’attenzione dei presenti, lasciando riferimenti molto forti: battiti metallici in loop, rumori ambientali ripetuti, i suoni che fanno da preludio all’arrivo del mostro nei film più disperati, la morte si fa sempre più vicina da subito prima di lasciare spazio ad altro trascinando tutti in un limbo di toni bassissimi. Ax//s. La digitalizzazione fa la sua comparsata su un terreno che resta scuro, il vetro si riverbera a cascata fino a rafforzare i sensi ricreando una sorta di iperrealtà che in pochi riescono a declinare in maniera sensata. Qualcuno batte le mani in quasi trance. A/B Till Infinity. Rapidamente il battito del cuore accelera pur rimanendo in uno stato di stress, come se lo sterno fosse schiacciato da una pressione molto forte. Una mappa sonora ben progettata porta le menti in un club del futuro, con le pareti lucide e metallizzate, le luci accecanti e le contorsioni di cubiste androgine. Alta Civilization + Water. Il ritorno in altre stanze è rapido, e il sintetizzatore ritorna si dissolve evaporando rapidamente tra sirene lontane, presagio di spari e onde sonore che rimbalzano tra i colpi incessanti di gocce d’acqua sporca. L’enigma dell’immaginazione personale ha modo di spingersi molto oltre la normalità. David era intento ad immaginare androidi alla conquista del pianeta Terra. Bad Boy + Adult. Le voci sintetiche, un mormorio gorgogliante e pur sempre elegiaco ed etereo nella sua scurezza di fondo. Il momento di riflessione sul futuro sempre meno in mano nostra, i discorsi inutili e le teorie sulla forza lavoro meccanizzata sempre più. Una luce intermittente ed un segnale sonoro si spegne nel riverbero e nel decadimento del suono. Disorbital.
Come un’operazione chirurgica in grado di plasmare le menti ed annebbiare al punto giusto. Gli invitati si sono affrettati nel fare i complimenti a David per tornare il più rapidamente possibile nelle proprie case. Auguri.

Alessandro Ferri

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