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Calibro 35 – Traditori di tutti (Top Ten 2013)

Data di Uscita: 21/10/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Io continuavo a dirle di stare zitta e buona!

Ma lei niente, nonostante il bavaglio stretto non smetteva di mugugnare e scalciare contro il tugurio di metallo nel quale era rinchiusa, una sorta di abbeveratoio per cavalli nel quale entrava a malapena la brandina sulla quale era coricata. Oltre che i polsi decisi di legarle le caviglie e fu allora che sentii dei passi nel fango della notte nella quale ci trovavamo.

Le strinsi la pistola in mezzo agli occhi, lei capì che non era il momento di fare la stupida. Spensi la torcia e uscii all’aperto, per un attimo sentii solo il cicaleccio di quella campagna brumosa, poi d’improvviso lo scalciare violento della donna legata ed una voce profonda qualche metro più in là che intimava di manifestare chi ci fosse nel buio… con un balzo scattai lateralmente accendendo di colpa la torcia e facendo fuoco sulla sagoma che avevo di fronte: un colpo secco in testa! Frugai nella giacca di quel malcapitato e trovai un distintivo da sbirro, mi avevano trovato.

Recuperai alla svelta la borsa piena dei dollari del riscatto dalla piccola rimessa e corsi all’interno di quella prigione di latta.

Lei era bellissima, anche in quelle condizioni, una donna acqua e sapone, occhi grandi e chiari, lunghi capelli biondi, che emanavano profumo anche in quel letamaio, carnagione chiara, polsi e caviglie sottili come canne di bambù, viso terrorizzato.

Io ero furioso, impugnavo il mio calibro, ancora fumante, ero sudato e mezzo stordito dal rimbombo di quello sparo, che sicuramente avrà attirato l’attenzione di qualche collega di quel maledetto poliziotto in borghese.

La afferrai per le gambe e la caricai in spalle, non ero veloce con quel peso bilanciato a malapena dalla sacca di soldi, ma avevo la mia alfetta non lontana, coperta in un fosso, forse sarei riuscito nella fuga del secolo. E’ allora che quella riuscii a sfilarsi il bavaglio per cominciare ad urlare con tutta la forza che aveva in corpo.
Non pensai a nulla se non ad agire, la scaraventai a terra e poi un colpo a bruciapelo: il lampo della pistola fu come un faro nella notte e l’esplosione si riversò sulla vallata amplificata dal nulla circostante.

Dalla stradina che mi correva accanto comparsero volanti con le sirene urlanti ed i lampeggianti intermittenti; decine di pistole mi intimavano la resa… game over.

Eppure io le avevo detto di stare zitta e buona!

Maurizio Narciso

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