monthlymusic.it

Virginiana Miller – Venga il regno

Data di Uscita: 17/09/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Una plaquette risa dall’usura tiene a stento i fogli necessari a comporre ordinatamente quello che spaccio per il romanzo italiano che tutti aspettano da trentanni, non è lui, lui, sempre di mio pugno, è stato editato da una casa minore, non se l’è inculato nessuno, come dicono i più noir addict. Perché ora il barbarismo fa saputo, il noir è hardboiled e ‘sti cazzo di critici fanno la fame, sono incattiviti e puntano a screditare il premio Bancarella invece di tirare fuori dalla melma dei pubblicati dalla Palomar, dalla Albatros, da quella merda di Sacco Arduino Editore i disperati capaci. Perché sia chiaro, disperati lo siam tutti, qualcuno lo merita un po’ meno. I testardi vivono nella convinzione che nulla li abbatterà, quindi, perché salvarli dal vetro della finestra? Li si lasci a sbattere ad oltranza mentre sperano la riuscita, assaporano la vittoria ogni volta e ogni volta non provano la resa, il dolore della sconfitta non li affligge al punto di vincerli. Che creature incredibili, che invidia. Gli incapaci, gli incapaci lo sanno e hanno tolto lo specchio dal lavabo perché uno sguardo di troppo al miserere che contengono li ucciderebbe, continuano perniciosi a riempire la pelle morta degli alberi e a svuotare quella morta del sé, gli incapaci scrivono per non leggere, perché ad ogni lettura concepiscono un po’ di più quello che non possono raggiungere, nemmeno di loro i critici devono curarsi, la critica non deve conscere pietà. Poi ci sono i citatori, così li chiamo, un libro che è il sequel non permesso di questo o quel capolavoro, gente che impara il registro idiomatico, la cadenza, lo stile di questo o quel maestro e la ripete a oltranza nella speranza che qualcuno ne riconosca il genio come il discendente di o l’apriscuola del, odiosi manichini, scimmie addestrate, i peggiori. E poi, poi c’è il resto, quelli che hanno un correttore automatico impostato nel programma di scrittura che usano e credono che la propria storia sia interessante, già, deve essere interessante essere bianco, benestante, di mezza età, in un paese europeo in crisi nel 2013. La curiosità mi scala veloce la schiena come un fremito, presto, devo sapere se riuscirà il protagonista del romanzo, copia più atletica e piaciona dell’autore, a scopare con la segretaria del piano di sopra fortuitamente incontrata in mensa. Ho scritto un buon romanzo, è il quinto. Il premio Bancarella l’ha vinto una shampista mancata, un buon critico letterario l’ha smerdata, il popolo è felice di sapere la cultura in balia delle lobby e così giustifica le sue mancanze. Sono bianco, benestante, di mezza età, in un paese europeo in crisi nel 2013, non c’è mensa, né segretaria da scopare.

Alfonso Errico

Comments are closed.