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King Krule – 6 Feet Beneath the Moon

Data di Uscita: 24/08/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

La città d’inverno è preferibile, non ci sono gli altri e restiamo tranquilli, nessuna festa a scopo turistico, le luci sono essenziali, e l’inverno benedice e suggella il tutto con la patina di brina che ricopre ogni cosa. Il mare d’inverno, ecco cosa si perdono gli sciocchi, come se fosse tutto fare il bagno e prendere il sole, che ne sanno del canto delle Erinni, di quell’amplificatore di sensi di colpa e tragedia che è lo scrosciare delle onde quando fa un freddo gelido, che taglia la faccia e vuole, pare voglia, abbracciarti nelle sere più fredde. Quasi a dire, fa freddo, troppo per sopportarlo e non esserlo. Diventa freddo, diventa freddo con me. Sarebbe tutto così perfetto, spicciolerei abbastanza per portare a casa la pagnotta col mio solito e sicuro spettacolo da bar, tastiera e basi, se non fosse per quel ragazzino. Piccolo, iracondo, ragazzino. Sembra che mi segua, viene con la sua chitarrina, sputa veleno come un vecchio negro stanco, ha dentro tutta la rabbia di un adulto e nessun graffio in vista, è vestito bene, perché ha gli occhi in brace? E porca puttana mi fotte il lavoro, viene, suona gratis, elemosina le birre che sono certo non potrebbe bere, chi cazzo ci crede che ha diciotto anni. A fine serata prendo la busta e i locandieri mi guardano come un ladro, ti sei portato la spalla o quello ha suonato al posto tuo? Bastardo, cosa dovrei fare? Mica posso cacciare i tuoi clienti? Non lo sopporto più.
Anche oggi, anche oggi dannazione, basta, ora vado e ci parlo. Ehi, ehi tu, moccioso! Io? Tu! Prima che tu mi dica qualsiasi cosa, sei Corgy Del Perno vero? Ti chiamavano così per via di quel collo inesistente e delle mani affusolate, sei tu vero? Vuoi che ti spacchi la faccia? Sei tu vero? Sì, sono io. Figlio di puttana, ho conosciuto Elly, era la mia babysitter, m’ha insegnato a suonare la chitarra, mi raccontava sempre di te, l’hai mollata per la metropoli, volevi sfondare, ora sei in una topaia a fare le marchette. Come cazzo ti permetti, stai zitto e ascolta, lei ti cerca ancora, dopo tutti questi anni? Sì, idiota, e lei è più stupida di te, non posso tornare, allora almeno suona qualcosa di decente e mollami un LA che devo accordare.

Alfonso Errico

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