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Coma Cinema – Posthumous Release

Data di Uscita: 11/06/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Estate calda, terribilmente calda, restare in casa è noioso e alla lunga anche il letto non appaga. Ci alziamo lentamente, staccandoci dalle lenzuola stropicciate e appiccicose, i due stracci necessari per esser socialmente accettabili e si è in strada. Una granita al limone è quanto basta, scegliamo il posto e ci dirigiamo lenti e provati dai raggi solari impietosi, dal vento assente, dall’asfalto che bolle, all’orizzonte l’effetto fata morgana, poche centinaia di metri si raccontano kilometriche nella mente che proietta il cammino da seguire. Lei non m’abbraccia, non cerca il mio gomito flesso per una passeggiata a braccetto, nonostante è spesso avezza a questo genere di affettuosità. A dirla tutto e con un pizzico di malizia sono il modo con cui, animali evoluti, marchiamo il territorio. Ma il caldo, dicevo, non permette e quindi senza imbarazzo ci incamminiamo assieme ma da soli. Sul percorso così come nella narrazione del noi ed un gelato, un ostacolo, nelle morbide e senili forme d’una vecchia volontaria dell’esercito del cristo re, sudata e carica di volantini si accinge a porgercene uno col sorriso di chi fa del bene disinteressato. La fisso un attimo, mi nego il depliant e cortesemente ringrazio, no, la prego, sono satanista. L’arco che strutturava il suo benevolo sorriso cede ai bordi, la pietra d’angolo è fissa, i denti restano esposti, ma il resto crolla e trasforma il sorriso in una smorfia di sgomento.
Passo avanti e non so il resto.
Immagino la disapprovazione, i borbottii, la psiche minacciata dalla certezza che gli adoratori del diavolo ci sono o che le pecore smarrite belano inveendo il perso e buon padrone.

Sei uno stronzo! Potevi dirle semplicemente di no. Che bisogno c’era di dire quelle cose?
Diavolo, dal greco diabolos, colui che divide, a me piacciono le differenze le cose che si identificano in sé e in nient’altro, le adoro. Sono quindi, parafrasando, o andando per sillogismi, un adoratore del diavolo. Quella signora, la sua semplicistica soluzione ai vari perché della vita con un mistero di fede, il suo esser mia sorella nonostante sia molto più vecchia di mia madre, la sua serenità in una vita misera, l’assenza di dubbi, il tutto bianco che viene dal bianco, tutto questo mi disturba. Quindi, perché lei può piazzarmi opuscoli che non voglio con carta che non paga su banchetti che non necessitano di permessi comunali dal comune che io con tasse mie sostengo?
Quindi è questo? Fa caldo e tu fai i capricci?
Dio se fa caldo, un caldo infernale.

Alfonso Errico

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