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Gold Panda – Half of Where You Live

Data di Uscita: 11/06/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

La città è un caos frenetico, un susseguirsi di epilettiche sistematiche gestualità. Un ritmo intenso, caleidoscopico. Guardando fuori dalla finestra del suo appartamento al quinto piano, gli pareva di vivere al centro del mondo. E contemporaneamente fuori dallo Spazio e dal Tempo. Le gocce di una lieve pioggia appiccicate al vetro lucido, la luce dell’ennesimo giorno che è trascorso. Mentre fuori: suoni e voci e claxon e persone che camminano e ancora voci, un accavallarsi infinito di voci, claxon, che sovrastano tutto, persino i pensieri. Le auto avanzano a singhiozzi, intrappolate nelle code ai semafori, come mosche in una ragnatela.

Tutto sembra leggero, ma anche più pesante. I ricordi non aiutano a vivere, ma a morire.

Ripensa al sole di Sao Paolo do Brasil e ripesca dalla memoria il profumo del mare e del vento che accarezzava la spiaggia come i rimpianti accarezzano l’anima. Un brivido caldo che poi diventa freddo gli cammina lungo la schiena come un insetto isterico. E la vede: Beatriz.
I suoi occhi. Dentro potevi trovarci tutta Sao Paolo. Forse, il mondo intero.
Le palme, il faro, le nuvole bianche come il latte, e il mare. Quel mare che lì, davvero, aveva lo stesso colore del cielo. E il fondale, l’atmosfera, erano la stessa cosa.
Beatriz era fuggita dalla favela, dalle baracche coperte di amianto e vernice, dalla polvere che ti si deposita fino dentro le ossa. Beatriz aveva un sogno. Un sogno bellissimo.
– Puoi portarmi con te?,- gli aveva chiesto. Solo questo. Questo e – Ti prego,- disse. Ti prego.

Sdraiato sul letto abbassa le palpebre e immagina il colore della sabbia che si riflette negli occhi di una ragazza appena maggiorenne, con i capelli neri come la tenebra e la pelle al sapore di acqua di mare.
Dalle casse dello stereo, i vibrafoni gli arrampicano lungo la spina dorsale come a scalare una parete rocciosa. Il vuoto diventa materia, le percussioni scandiscono il ritmo spezzato del battito del suo cuore.

La città è scomparsa. Inghiottita dalla fame atavica di pace. Fuori dalla finestra c’è la spiaggia di Sao Paolo do Brasil. C’è il sole. Un gruppo di ragazzini gioca a pallone in costume, vicino a dove il bagnasciuga diventa nient’altro che il punto d’incontro tra la Terra e l’Infinito.
Anche se distanti migliaia di chilometri, dietro al vetro, incontra gli occhi di una ragazza.
Due occhi profondi come l’Oceano che dicono solo: ti prego.

I loop, profondi, ossessivi, somigliano ai suoi ricordi: e gli sembra di morire.
Ma è la cosa più bella che abbia mai provato in tutta la vita.

Samuele Pica

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