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The National – Trouble Will Find Me (Top Ten 2013)

Data di Uscita: 21/05/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Eleganza, superiorità, classe, consapevolezza. Anche in un giardino di una villa nobiliare, accanto e più lontani dalle finestre di New York. Anche con un lento per l’orchestra imperiale e non solo per il tuo giradischi in legno perfettamente levigato, in posizione impeccabile nella geometria del salone, con la comodità di un tappeto e lo skyline ad abbracciare lo sguardo e le piante dall’altro angolo della stanza. Anche in solitudine e non solo cercando di scrivere romanzi per interpretare il cuore dei tempi. Anche è l’incessante ricerca di equilibrio, normalità e frasi che si spostano da un orizzonte all’altro, incantesimo contro le ansie e valzer per scacciare via le insicurezze di troppo, minimi ma necessari spostamenti di gradazione sulla scala cromatica. Sapersi liberare dal peso delle parole che non si vuole più sentire e riscrivere una storia a proprio uso e consumo. I’m not alone. I’ll never be. Una prospettiva più domestica a far capolino tra le ragnatele ormai dimenticate e le ossa spezzate e ritrovate a nuovo, il viso rasato, il completo stirato meglio, la stessa classe dei momenti migliori, il solito bicchiere di vino, nuove pareti e il talento sempre quello infallibile degli ultimi anni. Put the flowers you found in a vase. Grace. Con l’aiuto di più voci amiche, lanterne nella burrasca anche per te che facevi finta di non riconoscere più una possibilità di salvezza. Everything I love is on the table. Everything I love is out to sea. Mettiti gli occhiali da sole che hai appena comprato e scattiamoci pure fotografie in riva al mare. Torniamo in studio a registrare con le chitarre di sempre e le poesie non imparate a memoria e lasciate invecchiare nelle migliori cantine d’America. Innamorarsi per la prima volta degli specchi, accontentarsi di un muro bianco, perché nel bianco ci sono le infinite metamorfosi della luce. Lui dice che tutti i dischi che resteranno tra cent’anni avranno un’impronta e che l’hanno inventata loro. Che nessuno ha saputo in questo modo dei nostri tempi, direttamente dal loro cuore. I suoi Wayfarer possono ricordargli anche qualcuno. Per altri sono diminuite le vendite di antidepressivi e aumentate quelle di biglietti di concerti. Nessuno di loro rimane in seconda fila. Come sei riuscito ancora una volta a lasciar stare il tuo sistema nervoso per trovare armonia? Joe è rimasto tra i muri di Harvard e non si ricorda più se ha imparato qualcosa. Vuole che venga pubblicata un’autobiografia per tutto quello che non è ancora riuscito a scrivere o a insegnare. Sharon ha scritto un disco che verrà ricordato tra i più significativi del novecento e degli anni dieci del secolo XXI nelle antologie di musica rock per la scuola che non sappiamo se verranno mai scritte. Il bianco e nero tornato e rimasto di moda. Tu che riesci sempre più avanti di noi, insegnaci a sentirci noi stessi all’ennesima potenza. Riesci anche a parlare di Los Angeles senza snaturarti un secondo. Ritroverai un’alba dentro di te prima della rinascita del giorno su Dallas. Il sole che non ci fa vedere per la troppa luce mi ricorda i capelli biondissimi di Annie e il suo rossetto rosso lampone e la sua pelle di cristallo. La sedia posta come trono nel grattacielo più importante della città è condivisa con voci femminili, e da tempo. Ballavo, come ho imparato a fare, per lasciare da parte la paura. Tu sedevi su una sedia sorseggiando Pink Rabbits e sentivo bracciali tintinnare contro il calice di vetro. I’m so surprise you want to dance with me now, I was just getting used to living life without you around. You didn’t see me I was falling apart, I was a television version of a person with a broken heart. Giochiamo a rincorrerci, sapendoci inseparabili, sul tetto del mondo e nel dominio dei secoli passati alle nostre spalle, come su una collina verdissima recintata da boschi, al di qua del nostro palcoscenico montato ad un piano della villa di cui non conosciamo più le coordinate. Anche se non ci saliremo scriveremo lo stessa la nostra storia migliore.

Filippo Redaelli

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