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Greg Haines – Where We Were

Data di Uscita: 15/05/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Andare oltre le note per lasciare che si mostrino; quasi sinestesia, analogia di un processo che supera la logica. Si può contemplare la totalità, il mondo intero, solo misticamente.

Ci eravamo illusi che servisse solo “fare esperienza”, seguendo forse una delle tante mode che invadevano le conversazioni in tutte le loro forme. Pensavamo che bastava vederlo, il mondo, ammirandolo come fa un bambino in un museo -senza capire niente- per capirlo. Eravamo così ottusi, così boriosi e vuoti al tempo stesso. Pensavamo che bastava fare qualche centinaio o migliaio di chilometri per trovare la pace, per porre fine alla ricerca dell’uomo, per raggiugere la perfezione, per vedere gli occhi di un volto che non si può guardare, di cui non ci si può fare un’immagine mentale e quindi un pensiero, ma che si può sentire, dopo molto tempo, anche non aprendo mai la porta della propria casa.

Io ti posso dire vagamente ciò che eravamo, ti posso dire cosa non siamo, ciò che potremmo essere.

Un passo alla volta ho seguito un percorso esteriore nient’affatto originale, sempre nell’illusione dell’esperienza “libera”, “incondizionata”, la condicio sine qua non per raggiungere la conoscenza o la felicità o quel che si vuole. Ma senza costrizione non c’era costruzione. Ci volevano delle condizioni precise, delle mete, non più dei posti che mi potevano generalmente e confusamente “dare qualcosa”. Così mi sono mosso poco, solo con idee fisse e determinate, con quelle condizioni che mi portavano sempre più lontano, sempre più vicino. Mi rendevo conto che più vedevo l’uomo nelle sue grandiose e complesse differenze e più l’umanità intera mi sembrava semplice e chiara.

Così sono tornato da dove ero partito, con delle chiare immagini negli occhi e nella mente, con pochi chiari pensieri. Tutto diventava sempre più essenziale e si è fatto più scabro il mio parlare. Prima i miei gesti erano domande ed ora sono risposte. Seguo il necessario, mi muovo come l’albero e in questo modo, senza volerlo, recito la sua stessa preghiera.

Ed è anche solo un istante il trasumanare, è una meraviglia che fa abbandonare la logica con un’intuizione, con un sentimento.

6.52 Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche abbiano avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppure toccati. Certamente, allora non resta più alcuna domanda; e appunto questa è la risposta. 6.521 La risoluzione del problema della vita si scorge allo sparire di esso. (Non è forse per questo che uomini, cui il senso della vita divenne, dopo lunghi dubbi, chiaro, non seppero poi dire in che consisteva questo senso?) 6.522 Vi è davvero l’ineffabile. Esso mostra sé, è il mistico.

Ludwig Wittgenstein

Marco Di Memmo

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