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Junip – Junip

Data di Uscita: 23/04/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

I never saw the truth hanging from the door

Il passo si fa piombo.
Ho lasciato Göteborg troppi anni fa, e non me ne pento.
In cosa credi, continuavi a chiedermelo. Mi dicevi che non avrei dovuto provare vergogna per i miei istinti, così ho guardato da vicino i dettagli più imbarazzanti e li ho lasciati sbocciare come i fiori delle primavere che abbiamo passato insieme a fissare sdraiati la caduta dell’ultimo petalo.
Osservo la punta lucida delle mie scarpe poi alzo lo sguardo, il brusio della moltitudine di gente che invade la mia strada mi fa da velo sonoro. È la strada di sempre, dove ci piaceva fare due passi fino al market dietro l’angolo per una birra e un’altra cicca, era il gioco di sempre.
Dicevi che il principio sta nel saper tradire se stessi per imparare a darsi un’altra possibilità, mentre io sbuffavo via il fumo dell’ultima sigaretta, improvvisando l’espressione di un maldestro sarcasmo a mascherare il mio non capirne il senso. Sollevo le spalle, l’ennesima dichiarazione lapidaria d’intenti.
Avevi gli occhi freddi, assenti, come quelli di qualcuno che ha visto per se stesso un passato le cui risposte riecheggiano agghiaccianti, ed un futuro d’indimenticabile solitudine.

You keep my heart calling whenever you’re out of my view.

Gli inverni erano troppo lunghi, riuscivamo a superare la noia inventando storie di abusi e tormenti solo per avere la migliore ragione di cercare il coraggio di piegare l’angoscia con un abbraccio. E prendevi in giro la mia insicurezza con l’arrogante fascino che strizza l’occhio a chi è convinto che l’amore tra pari sia la cosa più comprensibile a questo mondo. Arrivarono anche gli anni degli arrivederci e le lettere dei primi tempi colme di sofferenza come avevi previsto. Potevo riconoscerle dalle lacrime che hanno contratto fogli di bugie e soddisfazioni inesistenti. Non è stato facile lasciarsi alle spalle l’ultima, dove confessavi un’infanzia insignita dalle attenzioni proibite di tua madre, portate nello stomaco come si fa con una medaglia in decoro all’onore. Dopo la sua morte, gli anni passati in un benzinaio appena fuori città per concedere la tua riconoscenza a qualche rivoltante cliente di passaggio e tirar su, così, pochi soldi per la prossima dose. In ultimo la decisione di farla finita, del non sopportare più una vita disposta solo a mortificarti; e me, che ammetto d’aver accettato la tua scelta solo dopo anni di analisi e tanto Xanax.
Spero di poter essere di nuovo qui quando l’ultimo petalo sarà pronto a cadere.
Una volta mi hai detto che c’è sempre un ritorno negli occhi di chi se ne va.

Giulia Delli Santi

One Response to “Junip – Junip”

  1. longchamp pliable…

    fwpuxqmqz…

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