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James Blake – Overgrown

Data di Uscita: 08/04/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

La ragazza fuori dal camerino mi ha detto che le ho cambiato la vita, così, senza mezze misure. Ho fissato a lungo quegli occhi profondi e sconosciuti senza saper bene cosa dirle. Ho sorriso, per quanto anche i miei sorrisi non ci abbiano ancora fatto l’abitudine.

What will become of me
If I can’t show my love to thee?
What will become of me?

È la terza stanza d’albergo che abito questa settimana ma non noto differenze con le precedenti, i profili di queste periferie mi sembrano gli stessi se non c’è il tuo corpo a farmi da scudo con i gomiti ben saldi sui davanzali.
Ho sempre un momento di gelido spaesamento quando si accendono le luci sul palco, non posso fare a meno di indagarmi e riscoprirmi ogni volta, attraverso le aspettative di quel pubblico. Chi sono io per soddisfarle, chi per deluderle?

I don’t wanna be a star
But a stone on the shore
Long door, frame the wall
When everything’s overgrown.

Un tipo mi ha abbracciato a fine concerto, era simpatico, mi ha parlato a lungo della sua band di cui ho appuntato il nome su un fazzolettino. Ho le tasche piene di ritagli di carta, nomi, numeri di telefono, siti internet, fotografie, poesie, affetto e non ritrovo quella frase che mi avevi scritto tu su un brandello di giornale. Sex shapes the body, truth shapes the mind. Ti farebbe ridere sapere che qualcuno se l’è tatuato su un braccio, dopo averlo sentito in un mio pezzo.
Rovente, da fuori, giunge la luce del tramonto, colora di rosso questo corpo pallido mentre penso alle tue mani e alla loro capacità di comprendermi, fra tante altre che mi circondano e mi sfiorano.
Ci pensi mai? Ci sono persone che mi osservano, si aspettano che mi comporti in un determinato modo, che dica determinate cose. È terribilmente difficile, per questo schivo ragazzetto londinese, conversare con decine di persone ogni sera e riuscire a dare ad ognuno la risposta che vuol sentirsi dare. Mi rendo conto di quanto dovrei esser grato ad ognuno di loro per la stima che ripone in me ma non credo di esserne all’altezza e sono irrimediabilmente terrorizzato.
Domani è la volta di Minneapolis, spero di ritagliarmi abbastanza tempo per sedermi ad osservare il Missisipi e imparare da lui la quiete. Per adesso ci provo e mi distendo su questo letto anonimo, apro un libro e penso alla tua voce.
Sarebbe bello, per una volta, ritrovarti fra gli sguardi altrui e rilassarsi nella pace di un volto amico.

I need you like I need satisfaction.

Annachiara Casimo

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