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The House of Love – She Paints Words in Red

Data di Uscita: 13/04/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Trouble in mind

Sapevo che non avremmo mai potuto amarci. Lo seppi dalla prima volta che la vidi (il dizionario di latino stretto con fierezza contro il petto ancora acerbo sotto il maglioncino rosso). Era una ragazzina, neanche maggiorenne. Un abisso fatto di anni, idee e sentimenti ci teneva lontano. E non sarebbe servito a nulla parlarci, e d’altronde non avrei veduto come sarebbe potuto accadere. Era preferibile restare distanti, sfiorarci solo con lo sguardo quando lei usciva di scuola e sfilava per la mia strada, e non restare fermi l’uno davanti all’altra. Sì, perché lei avrebbe notato il peso dei miei anni, le mie mani goffe, i miei discorsi aggrovigliati e senza speranza. Mentre io forse avrei sentito il suo fiato innocente di limone e dentifricio spandersi nell’aria e portarmi lontano (al vento fresco tra le tende in un mattino d’estate di dieci anni fa probabilmente), le sue parole rincorrersi e sovrapporsi e cadere nel vuoto del suo bicchiere di limonata.
Tutto ciò che desideravo era il suo viso. I suoi occhi ricordavano altri occhi incontrati altrove; la sua bocca mi pareva di averla già sfiorata. Respiravo una serenità perduta in quel viso angelico che saliva di tanto in tanto dal fondo della strada. Al suo seguito un plotone di compagni di classe che probabilmente tentavano di sedurla parlandole dell’ultimo film visto al cinema o discorrendo di letteratura. Ma lei giungendo davanti al mio portone, mentre io sistemavo la legna nel garage o aiutavo mia madre a prendere le sporte della spesa, rallentava il passo dedicando il suo volto ai miei occhi. E poi spariva come risucchiata dagli sfrigolii dei fornelli accesi e dall’odore di fritto che serpeggiava dai portoni socchiusi e dalle finestre aperte sui balconi.
Come un randagio brancolavo in coda al supermercato, o alla posta o nel riflesso di un profilo di ragazza dinanzi ad una vetrina, innamorandomi furtivamente della perfetta forma ovale di un orecchio che provava a restituirmi l’illusione della sua presenza. Una vertigine interiore mordeva lo stomaco e incrinava il respiro quando intercettavo le sue gambe sottili, la forma del suo naso e il castano dei suoi capelli corti tremare nel lampo di luce che baciava la strada. Era un gioco di rimandi e di corrispondenze quello che mi conduceva di viso in viso verso il raggio obliquo di un sole morente che sussurrava l’avvento della piccola luce delle stelle. E fu così che, volgendomi all’indoratura di un tardo pomeriggio, la vidi ancora, vicino ma allo stesso tempo distante, come da un angolo remoto dell’universo – dove non potevo sapere il suo nome, dove non potevo sentire la sua voce.

Gianfranco Costantiello

One Response to “The House of Love – She Paints Words in Red”

  1. sac à main longchamp…

    clmxutmf…

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