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Daughter – If You Leave

Data di Uscita: 18/03/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Elena ha gli occhi secchi ma di un turchese che può gareggiare con il cielo. L’atmosfera trattiene il respiro, sta, immobile. Come in attesa di qualcosa, come alla vigilia di un temporale. Elena è uscita di corsa da casa di Neil, dopo l’ennesima incomprensione, con la pioggia a bagnarle i capelli appiccicati sulla fronte, come a fare da riparo alla luce cristallo del suo sguardo. Corre e cammina con passi irregolari, senza meta, cerca di asciugarsi una lacrima densa di mascara e si morde un’unghia nell’attimo successivo. Neil è seduto su una poltrona del soggiorno, la bottiglia di whiskey appena aperta ai suoi piedi, i capelli spettinati, lo sguardo vuoto. Il sospetto è che nessuno dei due abbia voluto questo epilogo, senza un ultimo bacio disperato, dopo una giornata di carezze, con un silenzio di troppo prima del fulmine a ciel sereno, quella decisione presa dal fato e da entrambi, dalla mente e dall’istinto, dalla mancanza di sentimenti di due cuori non più di velluto ormai abituati ad eludere le emozioni. Stanno, Elena e Neil, lei con la sua corsa sotto la pioggia, lui con il suo guardare senza sosta il muro bianco davanti a lui, stanno e non sanno di esser stati capaci di lasciarsi per chissà quanto tempo, di alimentare rimpianti, bruciature, notti insonni. Stanno e non pensano a niente, sotto un cielo bianco, di plastica, mentre ritorna l’inverno. Elena passerà l’estate successiva ad invidiare coetanee ancora capaci di farsi del male, di avere degli artigli da spolverare, a guardarsi allo specchio e vedere una sagoma inerme. Cercherà di ritornare alla normalità passando attraverso la sua voce di seta. Sussurrando soffici melodie su un nastro usurato dagli anni e dagli usi, riascoltando il suono di alcune parole nelle notti di neve, con il silenzio tutt’intorno. Non sa ancora di questa sua eccezionalità nel momento in cui smette di correre e decide di scavalcare un cancello di un campo sportivo, mettendo a rischio la tenuta dei suoi jeans strettissimi e della sua giacca di pelle. Mentre con un movimento involontario del polso evita che un braccialetto si incastri in una delle punte del cancello, Neil a stretto contatto con le sue pareti non riesce, come sempre, a pensare a qualche cosa. Lentamente va schiarendosi il cielo, tra circa un’ora l’alba ritornerà sulla città. Elena rimane immobile ad ascoltare il suo respiro e la freschezza del vento, in piedi sul trampolino di una piscina. Il ciuffo di capelli le copre ora completamente la vista, ora le lascia solo un occhio scoperto. Prima che nasca un nuovo giorno la sua mente e le sue pupille si confondono con l’acqua, guardano i suoi piccoli spostamenti, cercano conforto. Le onde leggere sono il ricordo degli abbracci di Neil, del primo istante in cui si era sentita più viva, ma anche desiderio di risvegliarsi invisibile e vagare per il mondo senza poter essere urtata da niente. Essere come le foglie sugli alberi e stare in equilibrio a ricevere luce o dissolvere i sentimenti galleggiando nell’acqua, guardando le stelle cadere. L’alba sta per arrivare. Elena scuote il suo braccio sinistro e si accarezza con le dita ghiacciate un fiore tatuato appena sotto al collo, adagiato su più vertebre. La sua pelle è di porcellana, sanguina, ma nonostante più cadute non andrà mai in frantumi.

Filippo Redaelli

3 Responses to “Daughter – If You Leave”

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