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My Bloody Valentine – m b v

Data di Uscita: 03/02/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

She found now

L’ illusione e la delusione di passare da una bocca ad un’altra, di assaporare la saliva di un’altra ghiandola, di cercare cogli occhi chiusi, tra le pieghe delle lenzuola, l’inarcatura di una schiena su cui deve essere rimasta la traccia di un graffio e scoprirla cambiata anche nel gioco delle vertebre. Ridefinire le forme, gli incavi, le curve, imparare a dire un nuovo nome e dimenticare il calore delle coperte in cui si stava al riparo dall’inverno, l’alito di vino e tabacco, le persiane semichiuse.
V. se ne stava sospesa nell’aria con una lunga pertica per tenersi in equilibrio sulla corda. Era stato un pomeriggio senza amore, e l’ultimo clamore del giorno ora s’insediava per durare nel tempo, nel ricordo: il sole correva lungo il marciapiede, penetrava stanco in un ingresso socchiuso, chiedeva silenzio all’andirivieni dei bambini. Sfuocata nella smerigliatura della porta, un’ombra, si muoveva appena.
Era un vecchio che, risvegliatosi dal torpore del giorno, s’era messo il cappello e la giacca, e aveva acceso la radio. Macilento e zoppicante era sopravanzato fin sull’uscio, sul gradino che lo separava dalla strada. Altre facce s’affacciarono dalle finestre, indistinte contro la luce di un neon, tirando boccate di fumo e tradendo l’attesa con un tamburellio lunare delle dita sul davanzale.
La corda univa nelle linee della periferia due palazzoni dai muri scalcinati, vecchie strutture postatomiche, ferro e cemento dai contorni secchi e precisi che si ergevano a dominare l’incertezza dei passi nella strada. Ora, una nube di fumo, che convogliava i fumi delle canne fumarie, s’addensava contro il cielo nella stasi serotina, gettando un’ombra cupa e fredda nello spazio intorno.
V. fece due passetti, rapidi e uno di seguito all’altro. Un bambino di sotto nella strada aveva fermato la bicicletta nello stridio del freno e guardava nel cielo. Apriva un poco la bocca dallo stupore.
Sbocciavano intanto le mani umide di una ragazzina ai cancelli del cortile. Rincasava e il cuore le batteva ancora: aveva dato il suo primo bacio quel pomeriggio. I bambini se ne stavano seduti sulle scale stringendosi cogli occhi lucidi attorno a storie di fantasmi. La radio ronzava nell’ombra. Il vecchio, caricando con le dita tozze la sua pipa, seguiva cogli occhi il lungo percorso di un canale di scolo: provava a immaginarsi le pieghe, le curve, le rugosità. In fondo alla strada, sotto la luce bluastra di una bolla di sapone, una sirena si specchiava nella vetrina di un pub e muoveva una mano a rigovernare la sua lunga chioma. Oltre i vetri, all’interno, abbandonato su una sedia, un uomo la guardava. Forse pensava a come sarebbe stata la sua vita con lei.
V. si era innalzata oltre il livello dei tetti, oltre le canne fumarie, oltre gli occhi stanchi e annoiati. Dalle sue scapole parvero venir fuori delle ali piumate. Alcune piume caddero dal cielo coprendo le strade, e fu come il versarsi di una pioggia bianca, silenziosa, immacolata.

Gianfranco Costantiello

5 Responses to “My Bloody Valentine – m b v”

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