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Yo La Tengo – Fade

Data di Uscita: 15/01/2013

Un breve ascolto, durante la lettura

Fade

John avrebbe voluto fissare il tempo: gli occhi di Jane nell’istante segreto in cui s’accordavano ai suoi, mentre le bocche intorno dicevano niente, strette tra le striature della parete in legno – su cui s’abbandonava la testa sognante – il tavolo lucido, le sedie malferme, la posa del respiro sul dorso dei bicchieri vuoti. Inseguendola tra il fruscio delle sciarpe e l’umido dei capotti che tratteneva le livide folate della sera nei chiassosi corridoi, tentò invano di ancorarsi al nero lanceolato dei suoi occhi e alla sfrontata piega delle labbra.
– Ti amo, ti amo dalla prima volta che t’ho visto, o forse, e più probabilmente, dalla seconda –
avrebbe potuto esordire così, messosi la porta alle spalle, e ritrovandola, bellissima, in piedi, sotto la luce ranciata del neon. Mentre quello che lasciò cadere fu una balbettante richiesta – ci – ga – rette – affondando sulla erre, in francese, forse perché parlare in un’altra lingua concede l’agio di essere qualcun altro, magari in un altro luogo, e chissà, in un altro tempo.
Scortati dal ronzio febbrile del refrigeratore, che giungeva sordo dalla cucina, fissavano il lastricato, tirando boccate di fumo acerbo nel freddo paralizzante della strada. John aveva cominciato a grattarsi nervosamente le nocche della mano destra con le unghia della mano sinistra, pensando a quando quei maledetti insetti microscopici lo avevano punto.
Poi un vento tragico soffiò, e John si disse che rabbia, che rabbia non essere vento e starsene fermi, a guardare …

… guardare dal finestrino di un’auto in corsa la campagna scorrere in un intermittente campo di luce, la testa di Jane rovesciata sulla sua spalla, il vento tra i capelli, la primavera d’improvviso.
Amarsi, litigare, amarsi ancora, e probabilmente abbandonarsi era solo il lascito inesorabile di una coincidenza, di un incontro scandito dall’assenza di un qualsiasi altro rapporto amoroso, che le loro vite avevano disatteso. John aveva una lunga storia con F., mentre Jane aveva appena rotto con T. colmando la sua solitudine con un tipo mal pettinato conosciuto nei corridoi universitari. Nel breve periodo in cui lei era singola, John, tentennando al suo sguardo sfrontato riflesso sul marciapiede di ghiaccio di fine gennaio, l’aveva quasi strattonata e baciata in un angolo della notte. Forse furono i residui di un sogno buio a fargli credere di averla posseduta, dato che, in realtà (ma come credere alla realtà?), aveva chiuso gli occhi e finto di morire, come accadde su quel sedile posteriore.
Amarsi non implica necessariamente il possedersi a vicenda: era il tacito accordo siglato quando gli occhi di Jane avevano insistentemente cercato quelli di John nei vaghi silenzi che seguirono al contatto fortuito tra le loro mani.
Quando l’auto s’arrestò sullo slargo erboso, egli saggiò l’aria, assaporandone l’odore di vaniglia tra i capelli di lei, e, riaprendo gli occhi, la vide; la vide, tra un lembo di cielo e il verde rigoglio di un ramo di quercia, svanire nel fiato del giorno.

Gianfranco Costantiello

3 Responses to “Yo La Tengo – Fade”

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