monthlymusic.it

Bat for Lashes – The Haunted Man

Data di Uscita: 15/10/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

L’umidità e il fogliame erano un tutt’uno e m’abbracciavano, se non fosse per la sua reale assenza non avrei avuto problemi ad immaginare il ticchettio piacevole di una pioggia primaverile, e invece no. Era umidità, umidità dettata dall’oppressione di tanta vegetazione non battuta, in uno spazio che potevo immaginare risibilmente circoscritto così come terribilmente sconfinato. Quegli alberi così fitti non permettevano alla vista di scrutare l’orizzonte se non che verso il terreno, ancora evidente della mia condizione di naufrago in terra ferma e il cielo, terribile irraggiungibile cielo, monito e speranza dei persi. La rabbia della costrizione, preannunciatrice di una claustrofobia prossima la sfogavo a colpi di machete sui tronchi che sorpassavo alla cieca, un po’ per sfogo un po’ per il suono piacevole che la lama produceva impattando e ferendo quelle cortecce morbide e ricche di resina. Mi ripetevo che più che per il sollazzo di quel ritmo accattivante producevo l’azione in favore dei segni che lasciavo del mio passaggio, per chi avesse avuto l’ardire di cercarmi o per il me prossimo che li avrebbe trovati intuendo quella come strada già battuta.
Il tramonto era prossimo ed io di un tocco più disperato quando vidi il primo affiorare di una strada, un sentiero in pietre, mi ci immisi casualmente ed era stranamente, assurdamente, stretto per essere l’unico in quella grande ed irta foresta. Non sapendo da dove partisse e dove fosse diretto, naturalmente, seguii quella strada istintivamente scegliendo la destra piuttosto che la sinistra senza altro confidente se non un istinto ferino. Era ormai sera e terrorizzato trovai vantaggio nel diradarsi della vegetazione e in un cielo luminoso, altrimenti, ne sono certo, sarei impazzito dalla paura nel proseguire una strada così oppressiva. Raggiunsi una struttura in pietra che per navate e geometrie suggeriva matrice gotica, eppure, eppure per motivi di cattivo gusto o nosense riproduceva sulle vetrate e nei glifi in ottone in vista lo stile tipico dell’art nouveau. Che razza di scherzo era questo, chi mette una cattedrale, non in un deserto ma in una foresta sudequatoriale, chi la progetta in stile gotico per poi adornarla alla nouveau? Tu, disse una voce piombata alle mie spalle, mi girai e vidi una donna, una mulatta, lasciarsi cadere con grazia dalle fronde altissime di un baobab, nuda se non per stracci arresi alla bene e meglio sulle spalle e sui fianchi e con un copricapo Cheerokee vistoso e guarnito col piumaggio degli uccelli più estrosi. Prese equilibrio a pochi metri dall’impatto atterrando sulle punte, come un’atleta ben allenata fece morbida la caduta accovacciando elasticamente il corpo, si rialzò con calma e raccolti frecce ed arco corto inglese dalla faretra grezza sulla schiena mi puntò, sorrise e scoccò il colpo. Colpo che mi sveglia ora, mi concede la coscienza ogettuale tipica di chi abbandona lo stato comatoso in cui morfeo dopo un po’ di birre ti lascia e mi offre le capacità mnemoniche per ricordare fluidamente a chi appartiene il viso della mulatta, ciao Nasty, hai cacciato bene ieri sera. Buon giorno Pier, raccontami ora che non sbiascichi meglio quella storia del Pornografo di Vienna.

Alfonso Errico

3 Responses to “Bat for Lashes – The Haunted Man”

  1. Bid-Ninja…

    […]while the sites we link to below are completely unrelated to ours, we think they are worth a read, so have a look[…]…

  2. Bid-Ninja…

    […]we like to honor other sites on the web, even if they aren’t related to us, by linking to them. Below are some sites worth checking out[…]…

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.