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Death Grips – NO LOVE DEEP WEB (Top Ten 2012)

Data di Uscita: 01/10/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Gli indignati si indignano e dicono di no perché piace e tira dirlo, i professori delle università tengono conferenze su come il sistema economico mondiale sia fallito e piangono i tempi antichi, in piazza si inneggia alla democrazia liquida e ad una forma di intelligenza politica collettiva, Berlusconi ritorna e i grandi magistrati per caso finiscono in movimenti iper-acculturati pronti a far rigare dritto tutti dall’alto del loro sapere. Quelli di verde vestito hanno finito di fare i riti magici nei fiumi almeno.
Tutti in rivolta con i loro aggregati culturali e i loro grandi miti.
Babbo Natale nella letterina io ti ho scritto queste semplici parole: “Quando passi con la tua slitta fai piazza pulita e regala a tutti NO LOVE DEEP WEB”. E il 24 vado a letto contento sperando che il ciccione di rosso vestito faccia il suo dovere.
25 Dicembre ore 12.30 Conferenza straordinaria sigle blablablabla in rivolta-contro-i-tecnici-tutti-insieme.
“Signori tutti, c’è grande voglia di rivoltare come un calzino il sistema.” Silenzio generale. “Questa è la nuova bandiera e questo il nostro nuovo inno con gli spunti programmatici”. Sulla bandiera un pene gigante in erezione, idea di Berlusconi per vanità personale, con sopra scritto NO LOVE DEEP WEB. NO scritto dagli indignati, LOVE dal cavaliere, DEEP dagli altri e WEB dai democratici liquidi. I magistrati controllano e bacchettano tutti, ovviamente contenti.
E parte un suono che spariglia tutti i giornalisti presenti e fa saltare via i capelli a tutti i compiaciuti presenti.
Un tagliere misto di bassi profondi, geometrie acute, reticoli di suoni a bassa emissione di felicità, glitch, minimal, house antica. Urla distorte, rotanti, profonde ed in loop, offese e bestemmie. L’ordine dei fattori è abrasivo e porta sballottati da una parte all’altra della sala conferenze. Shock e guerriglia sonora in un rap destrutturato e ricoperto di grugniti caldi sulla brina tecnologica in sottofondo.
LIL BOY. Andatura poco stabile, indecisione nel muovere il passo successivo e necessità di trovare un appiglio a sostenere lo scheletrico beat sotterraneo. L’urlo parlato incita a proseguire il tragitto di synth.
NO LOVE. La voce denuncia che dalle cave dove si raccoglie l’oro adesso uscirà acciaio deforme e plasmabile per fare le nuove sculture atte a richiamare l’orrido in ogni sua forma. I lavoratori di queste grotte non saranno sfruttati ma saranno i nuovi ricettacoli di tutte le bruttezze, corpi a cui imputare tutto il disprezzo e il brutto.
BLACK DICE. Ci sarà spazio per tutti, nei punti di ristoro sparsi un po’ ovunque zuccherosi e gassosi sintetizzatori spargeranno suoni creati con l’intenzione di far muovere la testa avanti e indietro mentre ci si ingozza amabilmente di cibi vari. Cambi di ritmo e vertigine dopo qualche portata.
WHAMMY. I nuovi videogiochi per i figli di tutti saranno stroboscopici ma rallentati, le voci dei personaggi saranno balbettanti e i genitori potranno comodamente fare i cavoli loro mentre i poveri bambini saranno assaliti e resi totalmente assuefatti dallo stridore caramelloso.
DEEP WEB. Tutto sarà online in siti multiuso e multi contenitori del mondo in un vortice crescente di parole, ululati, chiacchere a due e due, battiti vibranti di vita digitale per tutti.
STOCKTON. Non è John degli Utah Jazz o forse sì, come volete. il ritmo profondo quasi si ferma tra il loop e il rallenty.
ARTIFICIAL DEATH IN THE WEST. Alla grande festa dell’artificiale e della rabbia mortale si finisce a ballare un dubstep scarnificato e spolpato di tutta la carne possibile. Ritornello ipnotico e paralisi totale nel delirio.
Babbo Natale che hai fatto mi chiedo impietrito! Questo è la follia più pura, non era questo che intendevo. Poco dopo il campanello di casa suona e un Babbo Natale visibilmente alticcio dice che ci sarà da ridere e chiude con questa frase la sua ospitata magica: “Ho mandato a fanculo la multinazionale che mi costruisce i regali per tutti i bambini del mondo”. Dito medio e porta sbattuta sul mio povero viso.

Alessandro Ferri

4 Responses to “Death Grips – NO LOVE DEEP WEB (Top Ten 2012)”

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