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Expo ’70 – Beguiled Entropy

Data di Uscita: 11/09/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

L’arcobaleno è scuro e non si riescono a vedere i colori, lo stato delle cose è alterato e non si riescono a decifrare i confini. Succede sempre quando il caldo atomico delle distese desertiche incita a perdere i sensi, tra la mancanza e la vertigine dei rilievi montuosi circostanti ai sentieri da percorrere.
Un tempo sulle rive dell’Oceano Pacifico l’esistenza era più semplice, anche se la parola semplice potrebbe rivelarsi sbagliata. La dissolutezza estrema lascia tracce nel corpo e nello spirito, una strada lastricata di eccessi non può essere definita semplice. In certe personalità spingersi troppo oltre crea dei blocchi prima inconsapevoli e poi estremamente lucidi, arriva una sorta di click nel cervello e tutto pare più a fuoco. I più dotti parlano di transfer in grado di rafforzare la nevrosi e quindi non ci sarebbe nessun progresso sostanziale ma la persona in questione è davvero sicura di aver scovato un nuovo Senso.
Il distacco giunge quando il cambiamento è solo agli inizi, il distacco aiuta e indirizza questo differenziarsi. Lo sbattimento del tubo catodico per terra ancora funzionante, la mazza tenuta nel retro macchina usata per spaccare completamente lo scheletro della tv in decomposizione. Rumori digitali e tintinnanti iniziano ad affievolirsi pur restando costanti nello sfondo, le immagini perdono consistenza sullo schermo e un lampo si accende sul viso. L’incedere barcollante fuori dalla stanza distrutta diventa un movimento agile e sicuro alla ricerca della luce; in sottofondo una sferzata psichedelica in loop incenerisce l’aria. Mark Of The Rising Mantis.
Luminous Traveler. Il cielo dai risvolti argentati e tenui si riabilita agli occhi e prende sembianze luminosissime, le chitarre elettriche e i sintetizzatori lo squarciano, questo cielo. Il cosmico e il terreno gli paiono molto più vicini nel suo procedere sicuro verso la fonte di luce. Lasciato il mondo di prima il nuovo focolaio di piacere diventa qualcosa di più naturale, un moderno asceta in cerca di riaggancio a qualcosa di molto più saldo. Il desiderio primordiale del ricongiungimento, affievolito dalla moderna realtà, che esplode in personalità sempre più scomposte, in grado di vedere dopo indicibili sofferenze autoinflitte. Il viaggio continua tra l’aridità e i colori che passano rapidamente a toccare ogni tonalità di marrone esistente, la secchezza porta rassicurazione tra i rumori ferrosi nella sua mente. Sintetizzatori e chitarre elettriche sempre presenti a segnare il tragitto. Sunseekers (Out Of Diminished Light) Backmasking Deeper Than Darkness. Parlavamo di semplicità e a volte il termine non racchiude le sfumature che si possono rappresentare. Se da un lato una forma di ascetismo estremo rientra nei canoni di una semplicità spirituale, dall’altro lato lo sbilanciamento verso il nulla esce di molto dal concetto di semplicità materiale. Queste connessioni esploderanno nella testa di queste figure umane in viaggio, magari in tarda età sul letto di morte quando si compiono presunti bilanci se non si è in preda a visioni allucinanti. La notte disteso sul corso dei fiumi dove una volta si cercava l’oro, a rigirarsi in una scomodità che lentamente viene ad aderire sulla propria pelle. Prima di addormentarsi tornano ad accavallarsi pensieri misti al passato e al pensiero del nuovo cammino in giorno dopo. Camminare sotto temperature apocalittiche restringe le capacità motorie ma può arrivare ad ampliare altri sensi. Improvvisazioni sonore sempre meno lineari lo accompagnano nel sonno profondo.
Pulsing Rings Of Ice. Il risveglio accompagnato da tapiri brulicanti attorno a sé, uno spavento lieve subito assopito dalla fame. Il tarlo nella testa crea una forza superiore e il cammino riprende verso la Matrice Ultima che si sente battere nel proprio cuore.
Si fa a sovrapporre questo pulsare tra la chitarra e i sintetizzatori, il suono nella sua testa diventa martellante imponendogli di correre sempre più velocemente, come se la meta fosse vicina. Ad un certo punto il battito perde di potenza, la visuale diventa annerita e la forza di correre svanisce. Sonorità grattate ma lievi e in terzo piano accompagnano il decadimento che diventa crollo verticale sul terriccio infuocato. La ricerca finisce. Correre disidratati ed indeboliti ad una temperatura di 51°C dà il colpo finale.

Il punto nel quale si stava dirigendo era lo Zabriskie Point nella Death Valley, terreno nel quale non può crescere nessuna pianta. La morte è arrivata a circa dieci minuti di cammino dalla meta quando già si vedono i rilievi. Cosa andasse cercando non è dato sapersi.

Alessandro Ferri

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