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Dead Can Dance – Anastasis

Data di Uscita: 09/08/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Avevamo danzato per anni, attraversato il labirinto che ci avrebbe poi condotto fuori dal reame del sole morente, senza alcun filo o bussola, spinti solo dalla ricerca di una nuova vita.

I fiori, i fiori secchi e i petali volati altrove a cercare prati in cui correre come animali nudi e in amore, dopo i giorni insinceri e dopo le lacrime che avevano seccato la terra, perché salate e tristi.

Il tramonto perenne era arrivato ad assopire tutti i mali che avevano bloccato l’evoluzione dei sentimenti e imprigionato le emozioni in germogli abortiti, i cui frutti sarebbero poi caduti inodore ed insapore.

Le nostre navi navigavano su un mare triste di banalità e sconforto, spinte dal desiderio di RINASCERE lì dove il sole c’era ancora e chiamava i suoi figli.

Quando dopo il buio, lo stesso che abbiamo dipinto per anni, che ci piaceva, affascinava e che ci seduceva nascondendo gli abbracci in personali angoli di tempo e spazio, rivedemmo la luce, l’utero di morte si schiuse e i girasoli si lasciarono bruciare dai raggi per liberarsi dalla rotazione terrestre, che insieme ai peccati e ai vizi, li aveva condannati a guardare da est ad ovest ogni attimo dell’esistenza, senza poter andare oltre l’orizzonte e riscoprirsi, per guardarsi indietro e non sbagliare mai.

Primitivi i fiori, e gli sguardi smarriti e curiosi.

Nessuna corona profumata tra i capelli, nulla della natura illuminata a giorno doveva più esser estirpato per un piacere precario. Era lo sguardo a riempire i cuori nell’attivo del suo avvenire, ed erano i sorrisi a stringer patti di alleanze senza sangue e condizioni.

I ricordi dei momenti neri, caddero come foglie d’autunno e ripresero il loro verde colore nell’aspettativa di conservarsi e avere un suono.

Il pensiero dell’uomo si fece melodia e tutto intorno l’orchestra di nuvole e vento prese a suonare in un interminabile congedo del passato, che saluta sconfitto e rassegnato mentre le corde del dulcimer vibravano e gli archi e i fiati sfumavano le certezze del sogno.

Ilaria Pastoressa

4 Responses to “Dead Can Dance – Anastasis”

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