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Led Er Est – The Diver

Data di Uscita:08/05/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Minimali e cupi senza vestirsi di nero, usare le croci rovesciate eccetera.
New York diventa limacciosa, il repertorio fisso del genere, tra i più asfissianti del panorama, si infittisce e crea trame più piene.

Scrive le parole immaginarie rispettoso dei tempi scanditi dalla batterie elettroniche marziali e minimali, synth algidi ed antichi incrociati a voci degeneri e timidamente impostate verso il basso, acqua malsana. Scriveva le parole del suo racconto che non arrivava e disfaceva, distruggendoli,  i fogli scarabocchiati in precedenza. Romanziere fallito nel suo piccolo appartamento veniva rapito sul più bello da questi suoni.
In passato era solito riempire fogli su fogli di trame e rifletteva sul passare del tempo in cerca di un qualche editore. L’America ne era pur piena. La ragazza, troppo presa dalla vita reale, non c’era più. Il giradischi fisso su “The Diver”, la copertina del vinile con quel collage privo di senso ma così ipnotico.
Ascolti ripetuti per assimilare stratificazioni condite anche da cadenze psichedeliche, i ricordi a riaffiorare completi e a bloccare la sacra scrittura.
Scarabocchi e trame appena iniziate e cacciate nel cestino. Il ragazzo della pizza a suonare al campanello, l’amico dello spacciatore a suonare al campanello, l’ex donna del nuovo uomo della sua ex donna a suonare al campanello. Cerchi concentrici non chiusi e cerchi di fumo a imbrattare i muri una volta bianchi e ora di un grigio invernale, mentre fuori il sole crea effetti allucinogeni sui tetti delle macchine spargendo raggi di calore fino al ventesimo piano del suo grattacielo. Apatia compressa in una camera da letto, in un bagno e in una piccolissima cucina.
Come uscirne non era minimamente pensato. “Divided Parallel”.
Pensieri profondi sulla filosofia politica del 1800 e sulle crisi cicliche del capitalismo. Fogli bianchi, tutto invischiato nella mente e tutto così difficile da esprimere in una cadenza sinuosa e contraddittoria di euforia e depressione.
Settimane e mesi tra lentezza d’azione e velocità del tempo che scorre implacabile in una barba sempre più prominente tra un mistico cosmico e un James Harden. Le croste delle pizze diventate sassi da lanciare ad insetti molesti e lattine mezze piene da usare come un lanciatore del peso che cerca la danza perfetta.
Iron the Mandala” alza il tiro e gli costruisce il tramite tra foglio e mente, così sembrava prima di cadere in una sonno profondo e duraturo. Un letargo trasfigurato in incubo in cui la mano munita di penna procede spedita in un tourbillon di parole forbite e ben aggregate. E il foglio parallelamente si decompone lasciando sgomenta la mano che stringe sempre più forte la penna fino a farla esplodere in un gesto di liberazione e di morte.
Sudore gelato e claustrofobia mal celata e repressa dalle dosi di fumo. “La Lluvia y Memoria”. “ The Bladiator”. La straziante sensazione del fallimento vicino.
Il barlume sempre più distante della voce materna a spingerlo verso una vita in ufficio, la morte del padre e la possibilità di prenderne il posto allo sportello postale.
L’impossibile sostenimento di tutti questi stimoli e la decisione definitiva di abbandonarsi a “The Diver”. Preferisce restare sotto.

Alessandro Ferri

One Response to “Led Er Est – The Diver”

  1. sac longchamp pas cher…

    scxxbu…

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