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Helios – Moiety

Data di Uscita: 01/05/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Se G. non fosse partito tre anni fa questo plumbeo pomeriggio di maggio, che pare appartenere ad un ottobre uggioso, avrebbe avuto un altro colore, quello della vita probabilmente. Solo, al primo pomeriggio, nella mia auto, vago per la strada deserta che va per la campagna radendo i piedi della vasta collina. Sacra si erge a dominare la gravina, profonda e antica ferita: un torrente scorre umile disegnando il letto di fanghiglia, detriti e silenzio.
È la solita strada, oramai svigorita, dall’asfalto cianotico e liscio, un paio di curve e su per il rettilineo fin sulla ferrovia a dividere la collina dal dirupo. Quella strada è la mia strada: assaporo il gusto della quiete spingendomi indietro nel tempo, quando mio padre era solito condurmi in sella alla sua bicicletta, e qualche cane randagio si ringalluzziva accodandosi scodinzolante prima di acquietarsi con passo incerto. Oggi è la fuga dalla città, il disperato contatto con le vecchie anime della campagna trainate dai loro asini fantasmi. Grandi vigneti e uliveti si stendono fino all’orizzonte, stormi di uccelli svolazzano sui tralicci della corrente elettrica, il tempo ha scavato i volti dei contadini che tornano in città dispiegando fumo e fango dai treruote cigolanti.
Se G. non fosse partito tre anni fa adesso saremmo fianco a fianco, seduti nel mezzo della china della gravina, su un masso di pietra dilavato dal silenzio dei nostri sguardi persi verso la vasta collina. Una bottiglia di vino tra le mani, un’altra sigillata accanto ai nostri corpi ammaliati dal nitore del tramonto – colori sfumati e ombre in divenire; esarazione della sbronza. Poi lui avrebbe cominciato a parlare delle ultime peripezie di Pete Doherty e della sua splendida giacca rossa o dei lucidi stivaletti bianchi a punta del leader di quell’altro gruppo tanto in voga. Avremmo acceso un paio di sigarette e avremmo ascoltato il crepitio della cartina che brucia.
E il sole grosso arancione rifulgente sul fondo della bottiglia: l’ultimo sorso, una leggera carezza del vento sull’erba e un brivido lungo la schiena a svegliarci dal torpore. Poi avremmo stappato l’altra bottiglia – caratteri argentei sull’etichetta, i volti paonazzi in un vitreo riflesso, un branco di cani ululanti, le anime sagge della campagna ingoiate nella sera vermiglia, il colore della vita.

Gianfranco Costantiello

2 Responses to “Helios – Moiety”

  1. longchamp pas cher…

    ppdmehyl…

  2. supra pas cher scrive:

    supra pas cher…

    Jai un blog qui est privée, donc personne ne le voit, mais je veux encore faire joli. Comment puis-je personnaliser mon blog sans baiser tout inventé?….

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