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Witxes – Sorcery/Geography (Top Ten 2012)

Data di Uscita: 08/05/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Viviamo in un posto dove gli uccelli cantano un grazioso motivo
e c’è sempre tanta musica nell’aria.
(I segreti di Twin Peaks)

In un luogo remoto, tra Adma ed Elham, nella valle di Siddin, c’è un posto misterioso. Antichi racconti narrano di una lunga e violenta guerra tra le due città e si crede che l’anima del re di Elham vaghi ancora nella valle alla ricerca di vendetta. La lunga guerra tra la città di Adma e la città di Elham, infatti, si concluse solo quando il re Chedor fu spinto in uno dei tanti pozzi di bitume di cui la valle di Siddin era ricca. La regina Sibri, moglie di Chedor, per la disperazione si lanciò da un dirupo. Da allora pare che tutti gli ignari viandanti che abbiano la sfortuna di passare da questa terra siano colpiti da una sorte funesta. C’è chi racconta di visioni mistiche, c’è chi diventa cieco o sordo, c’è chi perde l’uso della parola; i più fortunati dichiarano di essere precipitati in un perenne stato di struggimento. A migliaia di anni di distanza, dunque, un gran fascino e alone di oscurità avvolgono ancora la valle di Siddin.

Decisi di addentrarmi io stesso in questa impervia area e di sperimentare sulla mia pelle tutte le sensazioni che un viaggio singolare avrebbe potuto scatenare nella mia persona. In totale solitudine. Partii lasciando ogni oggetto di peso e di valore, o meglio, ogni oggetto che nel comune sentire sia definito di valore. Portai con me il minimo indispensabile. Non salutai nessuno, semplicemente partii. Appena giunto a destinazione fui colto da un grande senso di inconsistenza. Smisi di pensarmi singolo e cominciai a sentirmi parte di un grande sistema, quello dell’altro oltre me stesso. Alberi sghembi, pietre, foglie accartocciate. Tutti elementi di un armonioso universo verticale. Nessuna spinta oltre l’adesso. Nessuna melodia orizzontale. Solo il noi e ora. Sentii che questa sensazione di sospensione profumava molto di eternità: me ne inebriai. A un certo punto, dalle siepi arricciate e smosse dal debole vento vidi giungere una figura femminile. Aveva le gambe sottili, quasi ridicole, un abito bianco grazioso. Sussurrava parole fievoli e impercettibili in una lingua a me ignota.
«Sss…sib… Sibri!»
Un forte tremito percosse tutta la mia schiena. Caddi riverso, come colpito da un fulmine. Persi i sensi.

Quando mi risvegliai ero sul mio letto, nella mia abitazione, con le solite cose di sempre. E avevo in mente un motivo jazz, eppure io detesto il jazz! Tuttavia in quel momento ero sereno, sentivo di aver toccato l’eternità con la sola forza di un sogno.

Andrea Russo

2 Responses to “Witxes – Sorcery/Geography (Top Ten 2012)”

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