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Ty Segall & White Fence – Hair

Data di Uscita: 29/04/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Quante sere con gli occhi troppo chiusi e intanto il disco continua a girare. E più che alla musica è a quel fruscio scatenato dalla puntina che presti maggior attenzione. Sbuffi il fumo della sigaretta e ti volti. I ricordi sono tutti lì.
L’ultimo anno di liceo è così che ritorna in mente. Rose era troppo bella quella notte. Era inutile ballarle attorno durante la festa di addio. Caro vecchio Jacob, tu vestivi con camicia beige e pantaloni ascellari, quali speranze credevi di avere? Tutt’ora il tuo abbigliamento non è cambiato di una virgola. Rose, la ragazza dominicana, la ragazza dai due nei vicino le labbra. Sembrava che tutto le appartenesse quella notte. Anni Settanta, violenza, garage-rock, droga. Tu la droga non l’hai mai provata ma non è che ne vai fiero o chissà che. Semplicemente non ti è mai capitato, non hai mai frequentato cattive amicizie.
Poggi gli occhiali dalle lenti opacizzate sulla scrivania, sei stanco di correggere i compiti dei tuoi alunni. Già, hai deciso di fare l’insegnante perché hai sempre creduto di avere ancora un conto aperto con la tua giovinezza. Insegnare per tenere vivo quel rapporto col tuo Io passato, col tuo Io che non è mai stato. È tardi. Crolli dal sonno e dalla stanchezza.

Oggi. Oggi c’è Clara Potter. Alunna dell’ultimo anno. Media voto tra le più alte della tua classe. Clara Potter la incontri per caso. Minigonna, t-shirt che lascia intravedere l’ombelico e il giovane seno. Terrore, cominci a sudare freddo. Come puoi vedere con questi occhi una tua alunna? Ti vergogni di te stesso, accenni una fuga alzando il passo ma lei ti saluta da lontano e sei obbligato a fermarti. Clara Potter, sorriso radioso, occhi truccati e un nuovo piercing all’ombelico.
«Cosa dicono i suoi genitori di quell’anello lì?»
«Non lo trova carino, professore?»
Certo che lo trovi carino, Jacob.
«Niente affatto, signorina».
«Ma come? – fa lei alzandosi ancora la maglietta e lasciando scoperto il ventre nudo – Credevo fosse di mentalità più aperta!»
«Che fa, dubita del suo caro professore, signorina Potter? Non si ricorda dei nostri discorsi sul rock n’ roll? A proposito, le è piaciuto il disco che le ho prestato?»
«Molto, professore. A partire dalla copertina e finendo con le musiche. Sembrano così, così…»
«Così sincere, così anni Settanta!»
«Esatto!»
Ridete entrambi. Poi il tuo fiato si fa corto. Hai un sussulto. Sollevi la mano – ancora titubante sul da farsi – e te la ritrovi lì. Tocchi la tua alunna accennando un goffo abbraccio e poi… poi la baci!
«Professore, cosa…?!»

La tua carriera da insegnante è pressoché finita. Ora sei senza lavoro ma in mente risuonano vivaci le note di un disco di quarant’anni fa. E forse va bene così.

Andrea Russo

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