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Actress – R.I.P

Data di Uscita: 20/04/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Questa musichetta tutto scomposta e ricomposta e filtrata e lievemente pulsante mi piace da morire e finalmente ha anche tiraggio in generale oltre che tra gli sbandati.

“La trascendenza, la morte, la vita dopo la morte e la pace con la morte. I collegamenti nascevano nella tranquillità di un campo di grano trebbiato nel pomeriggio. Loro erano lì – la notte dopo la trebbiatura – a guardare le stelle brillanti non infestate dai lampioni delle strade. I resti del grano pungevano la schiena, piccoli pugnali infilzati dappertutto. L’aria era afosa e dopo qualche “veliero” di proporzioni abnormi diventò rarefatta. Era iniziato il processo di sdoppiamento e di confusa ascesa. Almeno erano i piani. La colonna sonora era di un certo Darren Cunningham, il titolo li ispirava, R.I.P.
Pace, quiete, respiro profondo a ricercare il contatto con il suolo appena prima di fluttuare. Spine di grano dappertutto, non è agopuntura.
Iniziarono a vedere luci ovunque come in una partenza, l’innalzamento iniziò a pulsare sotto uno schema techno messo in sottofondo, tra i filtri e i fremiti. La pelle irritata perde ogni linea e un primo contatto con l’essenza si stabilisce. “Ascending”.
Laser, luci di laser dai mille colori. Prima della sorgente. “Holy Water”. Acqua piena di bollicine ma non frizzante.
Le vie di passaggio, il rito di passaggio per eccellenza è la morte prima della rinascita. Il crepitio sotterraneo lo creava. Il potlach e l’economia del dono, donarsi una rinascita tra i fruscii per elevarsi. Scazzati dall’oggettività per vivere nella propria soggettività, egoisti e unici. Uriel’s Black Harp.
Jardin. Sei minuti di culla, camminando in verticale sempre più in alto, lento e dolce. Come uno di quei baci appena accennati di labbra che si sfiorano. Il tintinnio dell’ultimo giro e dell’ultima salita al cielo.
Serpent. Uno smarrimento classicheggiante e nello stesso tempo digitale che spinge sempre più l’ansia, le difficoltà dell’arrivo al luogo tanto agognato. La sorpresa e la spinta ai primi movimenti in atmosfere diverse. Adamo ed Eva e il serpente, la paura dell’espulsione.
La cacciata e il timore di essere risucchiati ai limiti del cosmo, le tentazioni di un rumore puro ed alienante. Il nero e il vortice che stritola. Shadow From Tartarus.
Ambientamento ed aperitivo lounge per l’anima. Caves of Paradise.
Alzarsi e far muovere il culo all’anima, tunz tunz tunz. Il sudore dell’anima. The Lord’s Graffiti.”

L’idea è quella di ritrovarsi catapultati in un mondo diverso, catapultati in maniera consapevole. La volontarietà del movimento in un’idealità differente, niente a che vedere con utopie novecentesche che hanno portato a milioni di morti.
Liberare l’anima in maniera solitaria e poi ricercare le altre sparse nello stesso grande spazio. Solo per i consapevoli, niente cazzoni.
Fondere in questo modo IDM, ambient, vibrazioni e techno mi pare un buon minestrone da somministrare agli utenti di questo potenziale luogo.

Alessandro Ferri

2 Responses to “Actress – R.I.P”

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