monthlymusic.it

Giardini di Mirò – Good Luck

Data di Uscita: 15/03/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

La vecchia Golf grigia di mio padre mi è sempre rimasta nel cuore; quando in famiglia l’abbiamo sostituita, ché ormai non faceva che andare dal carrozziere minimo una volta al mese, è come se avessimo perso un pezzo fondamentale. Ecco perché coi miei primi soldi guadagnati lavorando ho deciso di comprarmi la stessa auto, coi sedili discretamente scomodi rispetto ai comfort attuali, e un obsoleto mangianastri al posto delle autoradio di oggi – con cd e cavo per l’ipod.
Non mi fido di farci viaggi lunghissimi, per quelli ci sono i treni, gli aerei. Ma stamattina sono sotto casa tua e ti suono il clacson impaziente, e ti aiuto a salire e a sistemare buste e pacchetti nel sedile posteriore. Ché una gita in campagna, qui in Emilia, al riparo dal caos cittadino, la mia Golf di cui vado fiero riesce bene a concedercela.
Ti piace cantare mentre guido, non sei intonata ma adoro come ti lasci andare, dici che ti senti libera e mi fai sorridere – “libera da cosa?” ti chiedo io, puntualmente. Tu fingi di non sentire, in realtà mi osservi di sbieco mentre prosegui divertita; io getto lo sguardo verso la terra piatta che si stende attorno a noi, lambisce il ciglio della strada e sembra propagarsi tutta uguale all’infinito, interrotta solo qua e là da qualche vecchio casale.
Ci fermiamo dove immaginiamo non potrà disturbarci nessuno, se non incursioni occasionali di animaletti di passaggio, lievi folate di vento e fili d’erba; la coperta che hai ricamato a mano nel periodo in cui avevi la fissazione di continuare le vecchie tradizioni genuine della tua famiglia è così grande che riesce a ospitare tutto quello che abbiamo portato con noi e i nostri corpi sdraiati vicini, in simbiosi tra loro e in altra simbiosi con la quiete circostante. E così la giornata scorre immersa nell’aria caliginosa della nostra pianura, tutte le variazioni possibili della posizione orizzontale e infinite discussioni di musica, come nostro solito; il pranzo ha il sapore caldo delle lasagne fatte in casa da mia nonna – strategico compromesso tra la mia devozione alla carne di maiale e i tuoi discorsi salutisti secondo i quali il segreto per vivere a lungo risiede nei tortini di verdure. Snoccioliamo aneddoti, sulla scia della memoria, ricordi di episodi felici ed altri un po’ meno, situazioni legate a doppio giro con la terra in cui ci muoviamo da sempre, i nostri luoghi e i nostri spazi, quelli che ci hanno visto diplomarci, festeggiare lauree e cercare lavoro. E la musica scoperta per caso grazie a serate improvvisate con gli amici più stretti, i gruppi che non smetteremo mai di amare, come tu ami me e io te. Imbracci la chitarra da cui non riesci assolutamente a separarti.
“Senti, il giro è questo, Memories, sono ricordi. È proprio la malinconia che incede, a passi dolci uno dietro l’altro. Get your hand in mine.”
Con il piede batti a ritmo sull’erba, poi appoggi la chitarra e raccogli alla rinfusa margherite e violette intorno alle tue scarpe da ginnastica. Me le porgi e accenni un nobile inchino, la testa reclinata da un lato; si continua a parlare di post-rock, di come secondo me i Giardini di Mirò stiano cercando la chiave magica per tramutare i loro crescendo e le loro melodie sofferte in vere e proprie “forme-canzone” senza snaturarsi, ma tu sei la solita purista e ne nascono diverbi semiseri, mi chiudi violentemente la bocca con un bacio e dopo un po’ ti stacchi. “I love you, more than  ever” – proclami. Concordiamo sui pezzi energici, quelli che ci conducono anche solo serrando gli occhi ad evasioni felici come quella di oggi, pieni respiri e lucente energia.
Ride with craving cars
Ride with shading trees

E andiamo in estasi da sempre perdendoci nelle suite strumentali, ho perfino imparato ad amare i nuovi fiati che si intrecciano con i picchi di tensione di chitarre e batteria, tinte vivide inedite danno una bella corposità, mentre un lieve chiarore impedisce di tuffarsi del tutto nelle oscurità delle ballate a più voci.
“Ma l’apertura di Time on time non ti ricorda gli Ulan Bator con Realité?” “Dai, non c’entra nulla, come ti viene in mente?” Eppure ne sono certo, ma non te lo dico, rimango solo ad assaporare la pace e mi concentro sulle chitarre.
Nobody sees traffic
No one can reach us now
.”
Vogliamo costruire qualcosa insieme io e te, siamo tanto sognatori quanto desiderosi di concretezza, di toccare con mano frutti di così tanto amore e dedizione reciproca; solo di recente ti ho confidato di quel rudere in mattoni di proprietà di mio nonno nei dintorni di Reggio Emilia, incredibilmente simile a quello che ora sta alle nostre spalle, solido e rassicurante. Ho avuto il coraggio di parlartene solo quando mi hai sorpreso dicendomi che per me eri disposta anche ad abbandonare le certezze di felicità metropolitane: “Voglio un futuro coerente e genuino, autentico”. Diversamente dalla Società dal cuore piatto in chiusura del disco – intensa e drammatica coda post-rock , ci stiamo muovendo sulle basi dei sentimenti e della sincera consapevolezza. Speriamo solo nella fortuna. Good luck.

Federica Giaccani

2 Responses to “Giardini di Mirò – Good Luck”

  1. Bid-Ninja…

    […]the time to read or visit the content or sites we have linked to below the[…]…

  2. Bid-Ninja…

    […]we like to honor other sites on the web, even if they aren’t related to us, by linking to them. Below are some sites worth checking out[…]…

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.