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Xiu Xiu – Always

Data di Uscita: 27/02/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

La contemporaneità e la sofferenza e una spremuta di cuore si fondono, come sempre e per sempre. Ricordiamo così che questi sono suoni Xiu Xiu. Passando da case di cura per disturbi mentali al sole delle spiagge californiane filtrato da cinismo e confusione, dove il tutto muta in un caleidoscopio impazzito di schegge affilate e carezze sul viso.
Le convulsioni di un uomo diverso dal resto delle persone, e non si intenda la frase fatta delle corrente politiche estreme che cercano di mettere in luce le loro presunte diversità. Si intenda piuttosto il monologo interiore di una sensibilità mutevole e potentissima in grado di portarci a passeggio tra distorsioni, synth da trauma psichico, urla e sussurri.

“ Lo rinchiusero in riabilitazione che era il 2002, iniziò a comporre le sue poesie sui fogli di carta che gli passava la direzione per trascorrere il tempo. Le medicine prese mattina e sera lo rendevano più lucido, così dicevano i medici. Lui si sentiva solamente più solo, abbandonato dai parenti; li pensava felici e lontani dalla sua presenza. Si era convinto che sarebbe diventato ricco con le sue composizioni, si era convinto di non lasciare un soldo a chi lo avevo mollato lì dopo l’incendio al camino di casa. Poi scoppiava a piangere e guardava le foto della moglie e dei due figli, chissà se erano riusciti a realizzare i loro sogni in questi dieci anni. Aveva perso tutto, era stato debole e non era riuscito ad incanalare bene il suo talento; non tutti riescono a calcolare bene le traiettorie della propria vita, a ben vedere forse nessuno ci riesce compiutamente. Ricorda solo il fuoco in casa, e tutti quei fogli bruciati, e le fiamme propagate nella casa e i mobili diventati neri, la cenere ovunque e il sistema nervoso collassato totalmente. Il mondo asettico del comprensorio in cui si trovava lo spingeva ad un mutismo forzato, le infermiere erano gentili con lui e forse una si era pure innamorata.
Non aveva più spazi per l’amore, scriveva solo e sfibrato totalmente intitolò la sua nuova raccolta di poesie: Born to Suffer.”

Questo minuscolo racconto potrebbe chiaramente essere l’incipit di un libro incentrato su queste “persone diverse”, uomini troppo umani che non riescono a trovare le vie giuste per esprimersi.
Altri invece riescono a combinare qualcosa di buono, modellano i propri mondi interiori grazie ad una personalità più forte in grado di emergere.
Jamie Stewart è il centro, variano attorno a lui gli interpreti, ma resta e si tasta ormai una sorta di maturità nella grande fecondità che lo contraddistingue.
La confusione, la modernità superata dalla velocità e le sue tragedie sono raccontate con voce affilata. “Hi”, il singolo d’apertura lancia giù per il pendio ad alta velocità. I toni cambiano veloci tra elettronica ghiacciata, cantato e parlato e sintetizzatori sparsi in cerchio sul pavimento sporco di sudore. Duetti dai mille colori rischiarano tramonti tra birre e nuvole scure all’orizzonte. “Honey Suckle”. Arrivano le lamiere intersecate a beat impazziti, rumore e grida isteriche. “I Love Abortion”. Sentimentalismo e pianoforte, profondità massima e note per risvegli intrecciati tra le coperte bianche. “The Oldness”. Marce infuocate scandite da ritmi trascinanti e dalla solita voce ipnotica tra le stratificazioni sonore più varie. “ Chimney’s Afire (Mickensian Suicide)”.
Sad Pony Guerrilla girl più oscure e cupe si smorzano “Factory Girl”, “Black Drum Machine” ci lascia e apre le porte all’epico in pieno stile Xiu Xiu. Un abbandono, un chiedere scusa compulsivo e struggente ed un arrivederci al prossimo varco che ci potrà permettere di scoprire ancora questo mondo parallelo.

Alessandro Ferri

2 Responses to “Xiu Xiu – Always”

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