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First Aid Kit – The Lion’s Roar

Data di Uscita: 23/01/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

Seduta a gambe incrociate sopra ad una panchina guardi scorrere il mondo e regali al vento i tuoi pensieri confusi. Non riesci a trovare una strada da seguire, continui a cercare e sbagliare, litigare con le parole e inventare equilibri.
Sembra voler volare via il lembo della tua sciarpa rossa insieme alle foglie e ai tuoi capelli che ti coprono gli occhi e ripensi a quando chiusa nella tua stanza scoprivi i primi dolori e non avevi scatole di medicine sul comodino ma ti bastavano le poesie tormentate di un ragazzino inquieto del Nebraska per dilatare e cicatrizzare le ferite.
Una folata di vento più forte all’improvviso e in ogni modo cerchi di non lasciar scappare via i fogli che hai in grembo.
Ricordi della prima estate in cui hai girato il mondo, tra la scoperta di anime che non sono la tua, sorrisi tirati agli stranieri da parte di cameriere dallo sguardo infelice, tramonti rubati di sfuggita dall’autostrada e le tue gambe accovacciate tra spartiti nel sedile posteriore dell’auto.
Primo tra tutto nella tua vita venne il canto, quando i cieli scuri li vedevi dalla finestra, protetta dal caldo della tua soffitta: una chitarra da dividere con tua sorella e le due voci che si intersecano fresche e secondo natura mentre il vento sibila minaccioso ricordandoti che è a Stoccolma che sei nata e che al freddo bisogna abituarsi.
Pensi che non vorresti sprecare più tempo tra l’aria ora tiepida ora gelida dei ricordi e questa che ti percuote le guance. Sai che è difficile, come smetterla di fantasticare su buoni propositi o di proteggersi dietro ad altre canzoni.
Come cenere trasportata dal vento, vorresti lasciar volare via le tue paure. Dimenticati dei riflessi in cui non ti riconoscevi. Nel mezzo del caos, continua a cercare qualcosa che sia vero. Osservi negli occhi l’umanità che sfila dall’altro lato della strada e fissando parole su carta sorridi pensandoti regina per qualche istante di quel teatro dell’assurdo che è il mondo.
Raccogli la tua borsa, tutti i fogli, aggiusti la sciarpa e il cappello di lana e ti alzi dalla panchina con un’immagine sola nella mente. Un vinile di Gram Parsons sul giradischi mentre fuori una tempesta.

Filippo Redaelli

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