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The Caretaker – Patience (After Sebald)

Data di Uscita: 12/01/2012

Un breve ascolto, durante la lettura

È un anno ormai che ti aspetto in questo freddo paese della Bretagna. Il fornaio mi porta pane caldo ogni mattina e c’è una vecchietta che mi prepara spesso  la zuppa a pranzo: il mio gelo si avverte ovunque.
Quando vado verso il mare il vento si fa più forte, è il compagno del mio tormento, grida per non farmi sentire l’urlo che ho dentro. La costa rocciosa non sembra così dura e ruvida in confronto alla mia pacata disperazione, vivo nell’ostinata pazienza, in una cupola di vetro che aspetta di essere infranta.
Eppure sto bene, sento la terra e il mare cantare, e non mi sono mai sentito così calmo.
Il tormento è in equilibrio con la pazienza.

È un anno che non scrivo, non ho lasciato un solo verso sul mio quaderno e sui mille fogli sparsi sulla mia scrivania. Sai che non ho mai creduto al tormento creativo, roba da narcisisti, per me si crea soltanto nella gioia e per la gioia.
Scrivo solo qualche fiaba e poche storielle surrealiste, quando mi trovo in quel mio stato di assorta e paradossalmente gioiosa malinconia.
Il diario che tenevo lo sto usando solo per segnare i miei incontri con la pulcinella di mare, un uccello buffo che sembra quasi un pinguino dal becco colorato.

Ieri è venuto un pastore pazzo a chiedermi una benedizione: pensava fossi un santo. Io allora ho preso una tazzina di acqua e gliel’ho rovesciata in testa e dopo avergli fatto bere un bicchiere di vino, ho cominciato a pregare:

“Infinito dispensatore di luce,
sarto degli astri, magno orologiaio,
istinto dello stesso istinto alla vita,
salva me povero e questo povero uomo,
nati ricchi della ricca acqua di questa terra
e cresciuti nel fumo di questi fumi.”

Non mi piacciono i gonfi rospi a cui basta uno spillo per scoppiare, preferisco le piccole rane dal salto allegro, che cantano nei giorni di pioggia e nelle notti d’estate.

Marco di Memmo

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