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Oneohtrix Point Never – Replica

Data di Uscita: 05/11/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Se ne rese conto con il sole invernale a scaldargli i pensieri.

Non gli importava.

Si scontrò lievemente con un estraneo davanti al benzinaio appena sotto casa sua, un tentativo maldestro di evitare l’impatto, frequente conseguenza quando due persone camminano lungo la stessa retta.

Ma, riflettè, non gli importava.

Il che era strano.. la sua indole era strana. Una personalità multiforme, mutevole, un’inclinazione a non lasciarsi scorrere nulla addosso. In molti avrebbero definito la sua vita come tormentata.. lui pensava fosse semplicemente ambizione.
Attribuì la stravaganza alla diversa marca di caffè, comprata il giorno prima.
Aveva bisogno di un nuovo vestito, uno spezzato magari, così da non essere troppo formale.
L’occasione era un premio minore che gli sarebbe stato consegnato quella sera per via del suo trattato sul potere della persuasione.
Scelse una giacca spigata grigia con delle venature marroni, dei pantaloni blu e una semplice camicia bianca con il colletto sottile, senza cravatta.
Si ritrovò a fissare i vestiti appena comprati mentre li ripiegavano, in particolare la camicia, alla quale erano stati allacciati solo la metà dei bottoni.
Non disse nulla fino a quando non ebbe pagato. Sulla soglia, già fuori per metà, si girò.

“Ho notato come abbiate allacciato solo un bottone ogni due.. non posso non chiedervene il motivo”.

La commessa finì di chiudere il cassetto dove aveva appena riposto il taccuino delle fatture, e con una ciocca di capelli che le dondolava sul viso rispose:

“A che serve?”.

Camminando per strada ripensò a quella frase. Non aveva senso..

Come “a che serve”, è ovvio, è una camicia, ci sono i bottoni e si devono chiudere..
Tutti?
Certo, tutti, altrimenti perchè li avrebbero messi?
Ragiona, è all’interno di una busta che porti dentro un sacchetto, nessuno la vedrà, inoltre ci metterai meno tempo ad indossarla.
Ma vanno allacciati tutti, tutti, li ho sempre allacciati tutti..

Mentre camminava si slacciò l’orologio e lo buttò in un cestino, senza farci caso.
Non prese nemmeno un taxi, probabilmente si sarebbe dimenticato di pagarlo.
Camminò, invece.
Arrivò vicino alla stazione della metropolitana che prendeva ogni giorno per andare al lavoro.. non aveva mai notato il venditore di fiori lì vicino. Avrebbe potuto prendere una rosa, salire all’ultimo piano ed abbracciare Beatrix, anche se non aveva molta confidenza con lei.
Non si era mai reso conto prima di quanto dovesse soffrire per la sua condizione personale dopo gli ultimi avvenimenti.. del resto, serve una persona sana per riconoscere un malato.
Solo ora, con quel senso di serenità portato ai massimi livelli, poteva capire quanto l’aggettivo “tormentato” fosse così poco adatto a descrivere la sua vita.
Non aveva bisogno di nulla, ma soprattutto, era felice.

Quando entrò nell’ampio salone dei ricevimenti fu accolto da occhiate indiscrete per via del suo abbigliamento sconveniente. Indossava i vestiti con cui era uscito la mattina, la borsa con i nuovi acquisti era stata abbandonata con noncuranza.
Si mise la mano nelle tasche, e cominciò a svuotarle man mano che si avvicinava al suo tavolo.
Come ultima cosa estrasse un oggetto rettangolare dall’interno della giacca, il suo portasigarette d’argento.
Oltre alle sue iniziali, vide un viso scheletrico riflesso sulla superficie.
Nonostante l’assenza di tessuti molli, sorrideva..
Le falangi della mano sinistra continuarono a giocherellarci ancora un po’, prima di lasciare cadere l’ultimo oggetto fisico che gli apparteneva, mentre Nassau continuava a camminare, a camminare, e a sorridere.

Filippo Righetto

2 Responses to “Oneohtrix Point Never – Replica”

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