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King’s Daughters & Sons – If Then Not When

Data di Uscita: 21/11/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

“Adesso mi siedo qua di fianco alla finestra e aspetto in silenzio il temporale” disse la signora Myers dopo aver scrutato il cielo.

E’ guardando il volo degli uccelli che l’ha capito, questo ormai lo sapevo. Non era ancora scesa una sola goccia di pioggia.
L’avrà previsto anche dagli odori dei prati qua intorno, statene pur certi. Non che dominasse quel paesaggio che circondava la sua piccola villetta di periferia americana, piuttosto lei e quella natura deformata dal dollaro respiravano insieme, parti della stessa realtà.

Mi sono svegliato da poco, devo essermi addormentato subito dopo pranzo sul divano. L’aroma del caffè inizia ad invadere la cucina mentre sfoglio distrattamente le pagine di un libro trovato sul tavolo, senza concentrarmi su nessuna parola in particolare.

Ho ancora sonno e il cielo fuori sembra davvero in procinto di scurirsi. Riesco a ricordarmi qualcosa che devo aver sognato, si tratta di due sequenze diverse tra loro che ho in mente. Nella prima scena mi trovo rannicchiato ai piedi di una scalinata in legno circondato dall’oscurità. Tremante la mia mano scivola nella tasca del cappotto e afferra una scatola di fiammiferi. Davanti a me giace un candelabro a tre braccia con una sola candela a mia disposizione. Tra spifferi gelidi di vento e i battiti affrettati del cuore mi sento come costretto ad illuminare quel luogo. Appoggio il palmo della mano contro il muro alla mia sinistra, percorro con le dita la superficie di ogni pietra che sembra comporlo. Tra le mie mani, prende vita una flebile fiamma pronta a illuminare. Chiudo gli occhi stringendoli forte, ancora per qualche secondo di buio.

Pochi attimi dopo mi vedo mentre attraverso la strada dirigendomi verso un parco, ci passo attraverso di corsa, un dolore straziante mi rimbomba nella testa. Quasi nessun lampione acceso, affretto il più possibile il mio passo. All’improvviso mi pare di vedere come delle vecchie maghe incappucciate avanzare verso le sponde di un lago con in braccio delle giovani donne completamente nude con ferite sulle braccia e sulle gambe. Passo oltre, scelgo di non uscire dal cancello dorato che mi trovo davanti, preferisco sedermi su una panchina.

Mi sdraio, davanti a me una cattedrale dalle modeste dimensioni. Schiarisce il cielo all’improvviso. Come fosse stato da sempre nella mia mente, il canto etereo e sospeso di una donna mi rapisce. Una luce dorata sembra tagliare il cielo a metà. Ritorno nel salone. Il temporale stava arrivando, era ormai una questione di secondi.

La signora Myers stese una coperta beige sulle sue ginocchia e si tolse gli occhiali da lettura.
Chiedeva silenzio. Cosa potevo fare? Mi misi ad aspettare anch’io.

Filippo Redaelli

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