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Vladislav Delay – Vantaa

Data di Uscita: 28/11/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Giorno 140

Nella stanza dei codici ritaglio nastri di comunicazione. Ho distrutto tre macchine di calcolo e diversi oscillatori ma sono sulla strada giusta. Alla “Raster-Noton-Archiv für Ton und Nichtton” mi hanno dato fiducia. A me basta questo. Ambient dimesso, elettronica nebbiosa, dub scostante, field recording, dicevano questo del finlandese biondo trapiantato a Berlino. Non è sufficiente.

Giorno 256

Niente più avant-jazz industriale, gli equilibrismi sull’autocarro non mi stimolano più. E’ il mio decimo atto e ora c’è tutto, la mente e il cuore.

Giorno 511

Il mio manifesto programmatico: comporre un album che suoni naturale, pur essendo frutto di complesse manipolazioni elettroniche. Da giorni non mangio altro che spaghetti istantanei.

Ultimo giorno

Innumerevoli frammenti di suono entrano in contatto con l’aria, con le pareti della stanza, col cibo in scatola. Un’intera industria di suoni originariamente gravi, rozzi, inutilizzabili, sono ridotti a raffinati micro frammenti che si incastrano in melodie ripetitivamente eleganti. Nasce la melodia, è una rappresentazione pulsante e viva di me.

Maurizio Narciso

2 Responses to “Vladislav Delay – Vantaa”

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