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Serpentina Satélite – Nothing to Say

Data di Uscita (vinyl release): 28/10/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Are utzijoxik wa’e
k’ak atz’ininoq,
k’akachamamoq,
katz’inonik,
k’akasilanik,
k’akalolinik,
katolona puch upa kaj.

Finché Gukumatz ed Hurukan non gridarono, la Terra non apparve.
Forse finché non grideremo qualcosa, niente apparirà.

Inazione, Inedia, filosofia contemplativa, esistenzialismo pigro. Sono terribilmente stanco, mi pare di aver vissuto mille anni e potrei dormire per altri mille.
Sono una giovane foresta al suo primo ceduo, e dopo averlo subito, mi sento terribilmente debole e nudo. L’infelicità umana è la non accettazione dei cambiamenti; noi giovani foreste li accettiamo, ma ci sentiamo terribilmente affaticati, abbiamo gli occhi pesanti e le lacrime di rugiada.

C’è qualcosa di gemellare in quest’universo, meiosi, la femmina e il maschio, la simmetria.

Vi ricordate l’eco delle chitarre elettriche? È  nei deserti, nei garage, nei distributori di benzina sperduti. Syd Barrett cammina sulla vernice arancione e blu versata sulle assi del pavimento in legno, il materasso è al centro della stanza, tutto è di un altro mondo, via tutte le convenzioni, meno logica, Syd è un portatore sano di eco di chitarra, non gli importa di quello che accade: “non sarà la paura della pazzia a farci tenere a mezz’asta la bandiera dell’immaginazione”, André Breton.

La mia inedia mi fa capire molto, mi fa comprendere molti uomini, è un ultrascetticismo passeggero che non si prende sul serio, la pigrizia non mi fa prendere niente sul serio, mi sento come il vecchio misantropo Boris, però ho un fondo di gioia di vivere nella mia coscienza. È una bizzarra sensazione, è come un vuoto mentale, restrizione, oscurità: psichedelia; ma al tempo stesso è il pieno, l’allargamento, la chiarezza: psichedelia. Ma andando oltre le parole devo confidarvi una cosa, un segreto baleniere: forse sto impazzendo, mutandomi in un capodoglio, e la mia volontà di non-parola, non è altro che volontà di verbo leviatanico, ultrasuoni.

Allora arrivederci ai fondali oceanici, quando riemersi, schizzeremo la nostra felicità in forma vaporosa, nella soluzione acqua-aria, mare-cielo, questa danza azzurra che riempie di vita il mondo.

Marco di Memmo

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