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Laura Marling – A Creature I Don’t Know

Data di Uscita: 12/09/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

‘No te conoce nadie. No. Pero yo te canto’
(F.Garcia Lorca)

Sto solo sprecando inchiostro, lo so.
Il diario che ho tra le mani non può servire a niente, occupa solo un posto in un cassetto, anzi potrebbe solo portarmi dei problemi.
Non cambierà mai niente qui, in questo villaggio. Ci hanno abituato a non chiedere niente sin da piccole, a me e a mia sorella. Che diritto abbiamo di cambiare le cose?
Per fortuna sono da sola adesso, sdraiata sul letto e con la penna in mano e ho anche chiuso la porta a chiave.  ‘Night after night, day after day. Would you watch my body weaken, my mind drift away?’

La marcia della carrozza là fuori preannuncia un’altra inutile domenica. Non ho voglia di uscire dalla porta di casa e di sorridere ai passanti. Quell’uomo non può con orgoglio portarmi per le strade a braccetto come se ci amassimo davvero. Io non lo amo più, non posso dirlo a nessuno. Solo questa carta lo sa e da quasi un anno ormai.
Ma non serve proprio a niente,  c’è solo polvere in giro.
Eppure non sarò mica l’unica. Rosa, la moglie del dottor Alvarez, come può accettare ancora tutte quelle pubbliche umiliazioni? E che dire di Carmen, mia cugina, o di Teresa, alle preso con i figli del signor Gonzales.. Da generazioni abbiamo paura di non meritarci la grazia e non ci chiediamo neanche perché. Altro che avere dei dubbi …
Le luci della grande città in lontananza all’ora del caffè, tra le lenzuola rattoppate e ingiallite appese sui balconi e l’inevitabile avanzata del crepuscolo, mi ricordano il riflesso del sole sulle vetrate della chiesa il giorno del mio matrimonio. L’amore pareva un’altra cosa a diciassette anni e con indosso l’unico abito davvero bianco che abbia mai indossato in vita mia. Dove sono finite tutte quelle parole che mi hai regalato tenendomi per mano? Tutti quegli ornamenti inutili, tutta questa mia rabbia che non trova una via d’uscita, che da innocente si è ritrovata vittima di questa pena infinita, tradita dalla mia forza di agire.
Dove mi porterà questo scorrere della mia mano? E’ questo il deserto forse?
All’improvviso mi ricordo di Don Pedro, diceva che senza il sangue non si costruiscono le strade e i villaggi come questo, che non ci si può mai ben fidare della notte, soprattutto quella che nascosta è aldilà della collina. Schiava di un presente senza orizzonte, mi perderei senza rimorsi in qualsiasi angolo di notte, purché si trovi in un domani diverso . Ritorna cuore, trafitto da tre spade, continua a tendere verso dimensioni lontane. Recupera parte del mio amore che è stato rapito e violentato da questa terra rossastra e cerca di portarlo via con te.
Talvolta s’impossessa di me come la forza di un mare.
Mi scopro invasa da nude forze e quasi mi sento estranea a questo corpo e a questo mondo. Oh, non può essere solo la mancanza di sonno.
Canto di te che sei ovunque e in nessun luogo perché continui ad aiutarmi a resistere e a tenere lontana la mia mano da qualsiasi lasciapassare per tentativi di autodistruzione. Canto e prego non so più se per quel volto sorridente imprigionato in un’antica fotografia o se per uno spirito non ancora nato che proprio qui, in questa notte, sta cercando di condividere con me qualche misterioso segreto legato al futuro. Come se si trattasse di un passaggio di consegne tra la mia anima e un’altra però capace di liberarsi da qualsiasi catena.
Chiuse il diario sfinita.
Tra canti di vetro abortiti sul nascere posò la penna e si ritrovò in ginocchio ai piedi del letto.
Due lacrime scesero dai suoi occhi socchiusi. Una e due.
Rossa di sangue la prima, l’altra
che pareva cristallo.

Filippo Redaelli

One Response to “Laura Marling – A Creature I Don’t Know”

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