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Stephin Merritt – Obscurities

Data di Uscita: 23/08/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Il blues è la musica del diavolo, non il rock n’roll, non il metal né tanto meno il punk. Lo è per costrizione, all’inizio non voleva far da messo al grande divisore, c’è stato costretto. Costretto dai poteri forti dei padroni nei campi, non capivano le note del pianto, non ne apprezzavano il colore, la densità e i legamenti, non erano fraseggi ma evocazioni sataniche.

Mentre alla penombra del plenilunio, nel candido biancore della luna estiva si immaginava il velo della vergine il padrone delle messi inveiva contro i cialtroni che casinavano invece di dormire.

La mattina dopo, dannazione come fanno la mattina dopo a tirar dritto sotto il sole, bestie incredibili amor mio. Vado a schiantarli magari si placano, diceva così e si slacciava la cinta, ma non un solo maschio venne vergato quella notte, solo una donna raccolse il seme della discordia, sotto la luce placida che non poteva, alla luce dei fatti, essere il velo di Maria.

Piangevano e pregavano il dio bianco, e lo fecero per molto tempo, ma poi, serpe astuta mise il dubbio, che piacere c’è nel servire i bianchi in vita e cercarne la pietà da morti? Dannato lo sarai comunque. E la non vergine mise al mondo il figlio del peccato, lo crebbe in una stalla fredda, scaldato dai porci e dalle capre, che il signore delle mosche comanda bene.

Non lo mangiarono e lui mangiò loro, ne bevve il latte ne assaggiò il sangue e si fece forte all’ombra della coorte che ne nascose l’esistenza, si fece adolescente e uscii solo d’estate, quando il sole lo abbronzava e lo faceva parer nero come gli altri, d’inverno era più chiaro ma viveva da ombra.

Giunse il giorno della genesi al contrario, uccise Abele, tentò Eva e rinnegò il padre, distrusse il creato della terra promessa dal Signore e padrone. Sciolse la genia che lo aveva generato e fuggì in un bayou che pareva il brodo primordiale.

Conobbe donne, conobbero loro i suoi figli e li crebbero in solitudine, e via via si schiarivano fino a parere bianchi. Come il velo della vergine.

Alfonso Errico

2 Responses to “Stephin Merritt – Obscurities”

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