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DOG DAY – Deformer

Data di Uscita: 02/08/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Non sei poi così male, oh!
Soprattutto in sogno, non sei poi così male, deserto biondo.
Ti muovi nei pensieri come un randagio nei vicoli del centro. Tutto è illuminato e non è nemmeno Natale, e i tuoi passi son coperti dal compulsivo vivere di quelli che dell’amore ti parlano come dopo aver letto la locandina d’un film fuori dal cinema.  Duecento  posti a sedere seppure.
Facile raccontare trame, farsi ascoltare, ricamare bordi di storie in seta e cotone ingiallite dalle abitudini delle colazioni con caffèlatte tiepido anche in Estate.
Ci si bacia al tramonto ad Agosto, ma tu non l’hai fatto mai. Io non l’ho fatto mai, con te.
Ma noi amiamo le notti di Primavera, nei parchi i cani sembran ridere di noi che abbiamo voci piccoline e palpiti segreti.
Poi arriva la pioggia:  il grigio azzurrognolo alzando il capo decorato da rondini dai voli discreti, stridule e leggendarie;  s’annideranno sotto i cornicioni, dove ci incontriamo e salutiamo facendo un cenno con la testa tra l’annuire e l’arrossire; e se fa caldo sudo anche un po’.
S’allaga la cantina dove gli amplificatori trasmettono segnali in overdrive che mi fan venire la pelle d’oca e tu sei fermo; corde che vibrano, piccole luci rosse lampeggianti dentro e fuori, un cuore al led per illuminare il petto chiuso.
Come faccio?
Sei delicato come cristallo che temo d’infrangere al prossimo accordo.
Ma suona tu per me, che lo desidero da star male, da non aver parole.
Tutto è sommerso e sogno ancora.
Come son timidi i tuoi occhi, come son villani i miei.

Se calpestassimo insieme viali ricoperti di petali di ciliegio, potrei riprendere a disegnare paesaggi con il rosa liquido sotto le suole, per tramonti magnifici come quelli che appaiono a palpebre chiuse.  Prendiamo il giallo del grano dai campi percorsi in bicicletta, per un sole meno spento; mi guardi con il vento amico muover la testa verso di te, che poi pedali guardando in basso per non capestar le formiche.

NIENTE DA FARE – ZIIIIIIIIIIIIIPIZIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIEEEEEEEEEEEEEEEE
D I S T O R S I O N I, i sogni non sono tranquilli, chi mi sveglia commette delitto.
ZIIIIIIIIIIIIIIIIIIPIZIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIEEEEEEEEEEEEE, vocali taglienti. Stridii.
Niente da fare, sono invisibile, non mi vedi qui, ora, mentre il mio concerto privato suona, accordi lunghi accordi brevi, dei giorni pari quando non lavoro e posso venire da te.
Diapositive di desideri proiettati senza ordine su pannelli appesi ai muri delle stanze ridipinte a Ferragosto, con i cassonetti delle città deserte pieni.
Imparerò a leggere le note per poterti raccontare di me con un brano strumentale, dimenticare il grigio come unico colore, smetter solamente di sognare.
Perché non sei così male.

Ma che caldo fa.
Allucinazioni.

Ilaria Pastoressa

2 Responses to “DOG DAY – Deformer”

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