monthlymusic.it

Balam Acab – Wander / Wonder

Data di Uscita: 29/08/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Aiuto sto affogando, non respiro, non respiro, qualcuno mi tiene la testa sotto l’acqua di un lavandino colmo, sento un respiro ricco di affanno. La vista si annebbia e si annebbia ancora, la Madonna mi chiama a sé, fa cantare i suoi aiutanti frati. Non c’è uscita, il ritmo dei movimenti del braccio che mi blocca il cranio si innesca nel canto religioso. Esplode tutto, sono morto forse, l’acqua invade ogni cosa e sono trasportato su uno scivolo per l’aldilà, le voci si alzano d’intensità. Era solo un sogno, cioè un incubo. Welcome.

Fatichi ancora ad alzarti dal letto, le tendine celesti sono mosse dal vento che entra dalla finestra aperta. Arrivano anche echi di battiti intensi che si riflettono in un oceano di tessiture elettroniche al rallenty. Velocità minima, non riuscirai mai ad alzarti dal materasso credi. Vocine trasformate dai palloncini, vocioni caldi spalmati su pianoforti e sfuriate elettro-ambient. Calma, respira profondamente,  prova a reggerti almeno sui gomiti per alzare lo sguardo e capire da dove proviene il suono.

Niente, una forza questa volta leggera ti incolla al materasso bagnato di sudore. Ritorni al sole sfocato di qualche giorno fa, il mare che trasuda nebbia. L’innocenza dei bambini che giocano nel giardino di sotto si lega al beat di prima, una gioia squillante si collega alle tue meditazioni. Now time.

A cosa mirano questi echi proveniente dalla finestra, a volte le pulsazioni diventano profondissime quasi a spaccarti i timpani. Esplode davvero la stanza dici?, no torna sotto controllo un attimo dopo coperto da un velo liquido di fruscii. Oh Why?. Perché cavolo non ti alzi ancora?, ti aspettano a pranzo i tuoi genitori. Ti stai innervosendo sapendo che forse ti perderei i piatti prelibati sul tavolo, ma proprio non riesci per via di questi effetti sonori che ti entrano dalla finestra. Lieve, smussato, battente come la pioggia d’autunno, variopinto, variabile, confuso. Si mischia tutto, sei anche affascinato e non lo puoi negare. Forse è per quello che ti trovi immobile, però qualcosa di più dietro ci deve essere, non ti pare cosa semplice da spiegare questa situazione.

Per darti qualche appiglio provi a catalogare i suoni come quel tuo amico strano che parla di generi musicali, quello tutto scemo che dice parole a caso come IDM, GLO-FI,GLITCH. E tu lo ascolti senza capire e gli fai sì con la testa. No niente non ci riesci a fare come lui, mannaggia essere così fighi non è da tutti.

Ti riaddormenti ancora, questa volta non è un incubo. Guardi tue vecchie foto negli album e ridi, le pagine si girano da sole senza la tua mano. La fragilità invade tutto. La maglia larga di quella sera, con i drink scuri e i capelli scuri e la ragazza quasi annerita e vagamente poco sobria. Ma qui non ci sono streghe, sono state lasciate indietro nel tempo, fuori dalla finestra. Ti aspettavi ancora le streghe?, va bene lo stesso, apprezzare la fragilità spezzata sarà facile, tranquillo. Queste foto mostrano un altro panorama più disteso, non so quanto e se più rassicurante. I bambini gridano sommersi da suoni anni 80’ messi a nuotare nella melma, rattrappiti ma capaci di arrivare dentro le finestre di tutti.

“Svegliati cazzo, è ora di pranzo”.

Ti alzi subito, in fretta e furia, era un sogno per tutto il tempo, la finestra è chiusa. Era un incubo, è un incubo ci stanno le verdure in tavola, è un sogno.

Alessandro Ferri

2 Responses to “Balam Acab – Wander / Wonder”

  1. Bid-Ninja…

    […]the time to read or visit the content or sites we have linked to below the[…]…

  2. Bid-Ninja…

    […]here are some links to sites that we link to because we think they are worth visiting[…]…

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.