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Her Space Holiday – Her Space Holiday

Data di Uscita: 16/08/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Apparent death of a writer
di Marco Caprani

I bambini son molto allegri oggi, sprizzano gioia dai pori, si esaltano, corrono ebbri di voglia di fare cazzate per le strade del vicinato e il sole accarezza le loro testoline mentre cantano canzoncine spensierate.
Eppure qualcosa non va, non va… io non sono così contento. È la solita noia sottesa, la colpa è di essere ancora qua ad aspettarla, ad aspettarla tutti i sacrosanti giorni con questa manciata di palloncini colorati tra le mani che ormai son diventati neri, di un nero amaro e fastidioso che mi eclissa la luce del sole.
Me ne sto qui nel giardino a guardare i fantasmi del passato, e un foglio bianco che svolazza sulla strada sembra dirmi: dai ce n’è ancora di roba da scrivere… che aspetti?
Già perché io sono uno scrittore, uno scrittore fallito!
Già perché oggi potrei scrivere la mia storia: la storia di un bel funerale… ma chi se la caga la storia di un bel funerale? Sapete che cos’è un bel funerale?
È quando alla fine fuori non è morto nessuno, tutti gli altri sono contenti perché non vedono salme, ma dentro è un campo di sterminio. I bei funerali sono i peggiori…
È la dura sfida della pagina bianca che mi uccide, per noi scrittori contemporanei è una lotta continua, il problema è che se la scintilla non scoppia, non moriamo neanche più a stento, non ci godiamo neppure il calvario, siamo fottuti. Subito.
Devo convincermi che oggi è diverso, che la morte è solo apparente, che rinascerò nell’ispirazione sì! Perché sotto la monotonia di questa misera vita da scrittore c’è ancora del succo fresco: scriverò di giullari che saltano e ballano arie leggere come in un’epica e gioiosa parata nel bel centro di un’allegra cittadina medioevale mischiando storie moderne di hipster felici e ubriachi che brucano nei prati dell’incoscienza, irresponsabili del loro futuro annusano margherite, gigli e fiori di pesco ed assaporano frutti fruttosi!
Ah ah… D’altronde è estate! Non c’è bisogno di pensare, meglio danzare sui flauti di pan come satiri ciucchi, meglio ballare dolci ballate un po’ rock, sulle scie di miagolanti violini e curiosi sintetizzatori. Meglio vivere nella spensieratezza dei fanciulli e non pensare a quel vecchio e tetro scrittore morto nelle sue stesse tediose parole! Ah, vorrei conoscere tutti gli umani, tutte le persone esistenti sulla terra, sapere quanti sono, cosa fanno, come vivono, entrare in ogni singola vita, vorrei che fossero tutti miei amici, vorrei conoscere chiunque e rubare le loro storie. Vorrei morire d’ispirazione!
Ma c’è ancora una cosa che un po’ mi rattristisce… quel libro: “Slow Club”, eh… quello sì che l’avrei voluto scrivere io! Forse mai arriverò a tali livelli d’armonia! Ma anche se il mood della mia scrittura è simile e il genere quasi coincide, di una cosa son certo: non sono un copiatore! Ho sempre avuto la mia ricerca e la mia originale personalità nella composizione.
Ora meglio continuare a danzare e fischiettare sul mio bel carro di fantasia e non importa se noi scrittori indipendenti siamo reputati spesso ambigui emotivi o lagnosi ripetitivi: me ne fotto della concorrenza.

2 Responses to “Her Space Holiday – Her Space Holiday”

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