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Eric Fourman – Interference

Data di Uscita: 10/07/2011

Un breve ascolto, durante la lettura

Estratto del discorso di Norman Witword al Palazzo dei Concerti di Stoccolma, durante la consegna del premio Nobel per la Fisica.

Nella concezione comune, le interferenze sono un qualcosa da eliminare. Ci sono persone che trattano le interferenze come io tratto le uova che mia moglie mi prepara ogni mattina: le do da mangiare al mio gatto. Solo che il felino, in questo caso, non esiste.
Nonostante un’accurata ricerca storiografica, non sono riuscito ad assegnare a questo termine un periodo specifico. E’ di per sé altrettanto vero che nell’ultimo secolo si è vista crescere l’attenzione verso questo evento. Avrete notato come io abbia evitato accuratamente, fin’ora, di usare il termine “problema”, e per spiegarvi cosa intendo consentitemi di raccontarvi una breve storia.
In questa magica città ho incontrato una persona meravigliosa, molti anni fa. Nel mercato di “Östermalms Saluhall”, in una fredda giornata di tempesta. Aveva i capelli appiattiti per via del cappuccio, leggermente bagnati in quei punti dove cappotto ed ombrello non erano riusciti a tener lontana la pioggia. Il naso e le mani leggermente arrossati, mangiava uno di quei bignè ripieni di panna e pasta di mandorle. Era inspiegabilmente sola, un po’ intimorita per il suo aspetto un po’ dimesso. Era bellissima. Ora è seduta a quel tavolo e, se potesse, sprofonderebbe nel terreno.
Questa mattina sono tornato nello stesso luogo, dopo quasi quarant’anni. Non sono entrato nell’edificio, perché anche se la struttura di mattoni rossi non era cambiata affatto sapevo che al suo interno non avrei trovato le stesse immagini di quel tempo, e noi vecchi, sapete, viviamo di e nei ricordi. Mi sono fermato nella piazza, vicino alla fontana una bambina faceva cadere dei piccoli coriandoli colorati che andavano a creare diverse increspature nell’acqua dove la carta si posava. Cominciammo a parlare, le spiegai che questa sera mi avrebbero dato un premio per aver eliminato le interferenze, ossia una sovrapposizione di due onde. Le feci qualche semplice esempio applicativo, ma invece di esprimere stupore, la bambina corrugò la fronte e disse: “Quindi se io facessi cadere nella fontana un coriandolo, poi un altro, ed un altro, e un altro ancora, l’acqua si muoverebbe solo per il primo coriandolo e non per gli altri?”. Stavo per risponderle sorridendo che in effetti si, in un certo senso è questo che sarebbe dovuto succedere.. ma non dissi nulla.

Non avrei più visto gli altri coriandoli. Sull’acqua si sarebbero formate delle onde solo all’inizio, ma gli altri pezzetti di carta non ne avrebbero formate altre.

Non avrei più sentito due voci cantare insieme.

Non avrei più assaporato due gusti differenti nello stesso istante.

Non ci sarebbe stata più unione. Io e quella ragazza ci saremmo guardati, ma saremmo rimasti solamente due oggetti isolati che vibrano a frequenze differenti.

Non ci sarebbe stato più amore.

Tornai immediatamente in albergo e distrussi tutti i miei appunti e i prototipi, e solo quando ebbi finito, smisi di piangere.

Tutto questo perché le interferenze possono essere un fenomeno indesiderato solamente se noi le riteniamo tali. Ed io voglio vivere in un mondo dove una persona può semplicemente lasciarsi andare, e perdersi in un mare di suoni, di vite, di coriandoli.

Filippo Righetto

2 Responses to “Eric Fourman – Interference”

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